1. Dio conosce già ciò di cui abbiamo bisogno: “Il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate” (Matteo 6,8).
2. Eppure Cristo ci comanda di pregare perché Dio ha stabilito non soltanto ciò che vuole concederci, ma anche che alcune cose ci siano concesse attraverso la nostra preghiera.
3.Dunque, quando preghiamo, non informiamo Dio di qualcosa che Egli ignora. Dio conosce perfettamente le nostre necessità, i nostri desideri e perfino ciò che ancora non sappiamo di desiderare. La preghiera di domanda ha un’altra funzione: Dio, nella sua Provvidenza, ha voluto che alcuni suoi doni fossero legati alla nostra libera domanda. Perciò Gesù, subito dopo averci assicurato che il Padre conosce già ciò di cui abbiamo bisogno, ci insegna il Padre nostro e ci ordina di chiedere: “Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto” (Matteo 7,7). E aggiunge che il Padre celeste dà cose buone a coloro che gliele domandano.
4.Sant’Agostino spiega bene questo apparente paradosso. La preghiera non serve a piegare un Dio riluttante, ma a dilatare il nostro desiderio, rendendoci capaci di ricevere ciò che Dio vuole donarci. Dunque, Dio sa già ciò che ci darà, ma vuole che noi lo desideriamo, lo attendiamo e glielo chiediamo. La domanda diviene così esercizio della fede, della speranza, dell’umiltà e dell’amore filiale.
5.Anche san Giovanni Crisostomo insiste sulla necessità della domanda. Commentando le parole di Cristo, insegna che due cose sono necessarie a chi prega: domandare con fervore e domandare ciò che è bene domandare. Insomma, Dio non ci comanda di pregare perché abbia bisogno delle nostre parole, ma perché siamo noi ad avere bisogno di assumere l’atteggiamento del figlio che si rivolge al Padre.
6.San Tommaso porta il ragionamento alla sua formulazione teologica più precisa. La Provvidenza divina non stabilisce soltanto gli effetti che devono prodursi, ma anche le cause attraverso le quali tali effetti devono prodursi. Applicato alla preghiera, significa questo: Dio dall’eternità può aver stabilito di concedermi una determinata grazia; ma può aver stabilito, nello stesso decreto provvidenziale, di concedermela perché io la chieda. La mia preghiera, quindi, non modifica il piano eterno di Dio: fa parte di quel piano.
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri

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