Tra gli strumenti di un cammino vi è la bisaccia, una borsa con cui poter portare il piccolo necessario; non certo il pasto che i pellegrini chiedevano e chiedono agli ostelli, ma qualche semplice e piccolo boccone per sostenere il passo. Fuor di metafora, ne Il Cammino dei Tre Sentieri la “Bisaccia” è un insegnamento della sapienza naturale con cui poter sostenere il passo dell’esistenza e confermare la scelta della bellezza della Verità cattolica.
1.Sant’Ignazio di Loyola, nei suoi Esercizi spirituali, dice che quando si vivono tribolazioni, quando l’aridità incombe e la desolazione affligge tutto il proprio essere, allungando sulla vita ombre gigantesche, è proprio allora che si prova la tenacia di un’anima. È proprio allora che non si deve cedere. Anzi, se si cede, il nemico si accorge della debolezza e diventa ancora più spietato.
2.Nel romanzo Cosima, la Deledda riconosce se stessa, in questo caso la propria tenacia nello scrivere. Il ronzare delle vespe è la chiara immagine di chi sta dando fastidio, di chi non vuole che quel momento possa essere vissuto e trascorso nella tranquillità e nella pace.
3.La vita spesso si riduce alla tensione tra ciò che si vuole fare e tutti gli ostacoli possibili. La tenacia è la soluzione: una soluzione che non fa sparire la fatica, che non fa sparire l’angoscia, ma che alla lunga allontana qualsiasi fallimento.
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri

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