1.Nei Demoni di Dostoevskij c’è un episodio molto famoso: un personaggio arriva a sfidare Dio in modo diretto. Si tratta di Aleksej Kirillov. Questi è un ingegnere, ma soprattutto un pensatore ossessionato da un’idea: se Dio non esiste, allora l’uomo può e deve diventare Dio. Egli pertanto decide di suicidarsi, non per disperazione, ma perché è filosoficamente convinto che la paura della morte sia una prova dell’esistenza di Dio. Se un uomo riesce a uccidersi senza paura -pensa- dimostra di essere completamente libero e quindi diventa, in un certo senso, Dio. Insomma, il suicidio diventa una sfida metafisica non solo contro la vita, ma anche contro Dio stesso. Kirillov non dice semplicemente: Dio non esiste. Fa qualcosa di più estremo: vuole dimostrarlo con un atto assoluto, vuole abolire ogni limite umano, cerca una libertà totale, senza morale né trascendenza.
2.Dostoevskij, pertanto, raccontando questo episodio, dimostra che la libertà senza Dio può trasformarsi in autodistruzione.
3.E qui si comprende il valore del Timore di Dio: esso è il riconoscimento che l’uomo non è Dio, non può essere Dio. L’uomo non si è dato la vita da sé e non può trovare la propria grandezza negando ogni limite. Kirillov, invece, considera questa una schiavitù.
4.Il romanzo Demoni può dunque essere letto anche come un inno in favore del timore di Dio. Chi teme Dio riconosce la verità della propria condizione e non pretende di farsi padrone assoluto della vita e della morte. Il destino di Kirillov mostra quanto possa diventare tragica una libertà che, per non inchinarsi davanti a Dio, finisce per rivolgersi contro l’uomo stesso.
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri

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