APOLOGETICA CON I PROVERBI: “Il sole risplende sul fango, ma non si sporca” (proverbio bulgaro)

1.Questo proverbio fa capire come possano convivere, senza ovviamente confondersi, tanto lo splendore quanto, ahinoi, la sporcizia.

2.Viene da pensare al mistero della Chiesa. La Chiesa è santa, è indubbiamente tale, e credere nella santità della Chiesa è una verità di fede che non si può mettere in dubbio. Ma nella Chiesa sono presenti il divino e l’umano, ed è proprio la componente umana che fa sì che in essa possa esserci anche la sporcizia del peccato. Ma questa sporcizia non pregiudica la santità, perché la Chiesa è stata voluta e fondata dal Verbo incarnato, cioè da nostro Signore Gesù Cristo, che continua a guidarla e a sostenerla.

3.Pensiamo alla Natività di nostro Signore Gesù, il quale nasce in una stalla. La stalla è un luogo difficilmente pulito: ci sono gli animali e gli animali ovviamente fanno i loro bisogni. Quando si entra in una stalla si sente inevitabilmente anche l’odore del letame. Per cui possiamo dire che nostro Signore Gesù Cristo è nato proprio in mezzo al letame. Ebbene, quando gli angeli annunciarono la sua nascita ai pastori che si trovavano nelle vicinanze, questi accorsero e si inginocchiarono davanti al divino Infante. Ma quei pastori non si inginocchiarono dinanzi allo sterco: si inginocchiarono dinanzi al divino Bambino. E quel Bambino non fu affatto contaminato dalla sporcizia del luogo in cui era nato.

4.Che cosa ci fa capire questo? Ci fa capire come possano essere presenti nello stesso luogo il massimo splendore e la sporcizia, senza che lo splendore venga contaminato. Il divino Bambino è lo splendore supremo e la povertà e la sporcizia di quel luogo non possono intaccarlo. Questa immagine ci aiuta a riflettere sul mistero della Chiesa. Gli uomini che ne fanno parte portano in essa anche i propri peccati. Perché? Perché l’uomo è peccatore. Ma questa presenza della sporcizia non cancella la santità della Chiesa. Ecco dunque che noi possiamo e dobbiamo, pur riconoscendo tutte le debolezze, le colpe della componente umana, credere fermamente che la Chiesa è una realtà santa.

5.A questo proposito si può ricordare una riflessione di Léo Moulin (1906-1896), studioso dichiaratamente agnostico. Questi, studiando la storia della Chiesa, disse di imbattersi in un grande mistero. Ci sono periodi in cui tutto sembra concorrere alla sua fine. Pensiamo a situazioni nelle quali a un Papa legittimo si contrapponeva un antipapa, o addirittura più di un antipapa. Possiamo pensare anche, venendo a considerazioni nostre, alla crisi dottrinale, alle divisioni che pervadono la Chiesa contemporanea. Eppure, malgrado questi momenti nei quali tutto sembra condurre alla rovina, la Chiesa conosce nuove riprese, nuove fioriture di santità, nuove energie. È come se, raffigurando la sua storia su un piano di coordinate cartesiane, venisse fuori una specie di sinusoide: nel momento in cui la linea scende e sembra avvicinarsi alla distruzione, ecco una risalita, una rinascita che non appare proporzionata alle sole risorse umane disponibili. È proprio questo che fa riflettere: studiando la storia della Chiesa, ci si accorge di trovarsi dinanzi a qualcosa di profondamente misterioso.

6.Viene in mente anche un aneddoto attribuito a Napoleone Bonaparte. Questi nacque in una famiglia cattolica e fu educato al cattolicesimo; successivamente si allontanò dalla pratica religiosa e arrivò a scontrarsi duramente con la Chiesa, cercando di sottoporla al proprio potere. Ebbene, si racconta che durante l’ultimo esilio a Sant’Elena gli sia stato chiesto quale errore avrebbe evitato se avesse potuto tornare indietro. Ci si sarebbe aspettati una risposta riguardante la campagna di Russia, che aveva segnato una svolta decisiva nel declino della sua potenza. Secondo l’aneddoto, invece, Napoleone avrebbe indicato un errore ancora più profondo: aver creduto di poter dominare e piegare la Chiesa cattolica. Pensava che la Chiesa fosse come una sorta di serpente: schiacciandone la testa, tutto il corpo sarebbe venuto meno. Colpendo il Papa, dunque, avrebbe potuto neutralizzare l’intera Chiesa. Ricordiamo le vicende di Pio VI, deportato in Francia e morto prigioniero, e quelle del suo successore Pio VII, anch’egli arrestato per ordine di Napoleone e poi tornato a Roma. Ma, secondo questo racconto, Napoleone avrebbe dovuto constatare che quanto più cercava di schiacciare quel serpente, tanto più esso sembrava rinascergli tra le mani. Combattendo la Chiesa, si sarebbe accorto di non avere a che fare soltanto con degli uomini, ma con qualcosa che oltrepassava le forze umane.

7.Ecco dunque il mistero della Chiesa: una realtà nella quale le miserie degli uomini non riescono a spegnere la luce che viene da Dio. Proprio ciò che dice il proverbio bulgaro: il sole risplende sul fango, ma non si sporca.


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