1.Prima di tutto onestà gastronomica esige precisare che l’abbinamento pane-formaggio-vino è tutt’altro che disprezzabile. Se a questo poi ci aggiungiamo la congiuntura economica: oggi come oggi, volendo scartare il pane (ma fino ad un certo punto: è aumentato anche questo), se si acquista un certo tipo di formaggio ed un certo tipo di vino non ce se ne esce mica con poco.
2.E’ pur vero che una volta non era così; ed un proverbio del genere stava a significare che per chi fa una vita semplice…semplice è anche il suo mangiare. Però, visto che tanto il pane tanto il formaggio quanto il vino sono alimenti dignitosi, il proverbio vuole dirci che una vita semplice è sempre e comunque una vita dignitosa. E inoltre vuole dirci che se si fa una vita semplice, non è detto che non si possa fare anche una vita altamente dignitosa.
3.D’altronde questa è una verità naturale e soprannaturale. Naturale, perché quante persone semplici riescono ad essere stimate in società molto più che tanti ricconi i quali, molte volte, vengono più temuti che stimati? Ma -dicevamo- è anche una verità soprannaturale, perché l’unica discriminante che davvero conta dinanzi a Dio è l’eleganza dell’anima, quindi la sua pulizia. Si possono indossare anche abiti elegantissimi, firmati e costosissimi, ma se l’anima è nella sporcizia del peccato, essere vestiti bene è del tutto inutile. Il caviale e lo champagne non possono mai essere alternativi al pane, formaggio e vino…possono essere un di più, ma non un’esclusiva. Con pane, formaggio e vino si può vivere ogni giorno…con champagne e il caviale diventa un po’ difficile. Si confrontino le loro proprietà nutrizionali…e se ne capisce il senso.
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri
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