1.La poesia ha la capacità di cogliere intuitivamente quell’essenza che dà ragione e consente un’adeguata comprensione della situazione che si vive o della realtà che si osserva.
2.Per la poesia si parla di ispirazione, ed è giusto: occorre una situazione particolare, uno stato d’animo particolare, uno sguardo particolare, un cuore particolare.
3.È impossibile che questa capacità rimanga costante. E, anche se per assurdo lo fosse, non sarebbe comunque capace di cogliere un universale sempre identico a sé stesso.
4.Si potrebbe fare un esempio per capire. Da bambini si sperimentano sensazioni che, ricordate in seguito, sembrano maestose. Pensiamo al cortile in cui si giocava: nel ricordo quel cortile si conserva maestoso, enorme, assolutamente bello e appagante. Ma se, dopo anni, si ritorna nello stesso luogo, si nota che non era affatto maestoso, né enorme, né totalmente appagante. Quella sensazione dipendeva dal fatto che si era bambini e si conservava uno stupore particolare, cioè una meraviglia che filtrava ogni cosa, trasformandola in uno splendore pieno di significato.
5.Da qui si capisce perché il poeta, come dice Umberto Saba, «ha le sue giornate contate». Deve cogliere il momento particolare, altrimenti tutto può inevitabilmente svanire.
6.Si tratta di quella “puntualità” che diventa decisiva per la vita e persino per la nostra salvezza: è nel momento concreto che la nostra anima deve rispondere alla chiamata di Dio. Se quel momento passa e non ritorna, possiamo perdere un’occasione decisiva; e, se rifiutiamo Dio fino alla fine, rinunciamo all’eternità beata e andiamo incontro alla perdizione eterna.
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri

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