APOLOGETICA CON L’ARTE: “Notte calante sul Tamigi” di Atkinsons Grimshaw (1836-1896)

1.Siamo a Londra. E’ il Tamigi. Non è ancora notte e la luna è piena. C’è una fastidiosa foschia. La giornata è sicuramente fredda. Le barche sono poste ordinatamente, ma sono quelle che sono: vecchie, utilizzate per chissà quanto tempo e chissà quanta fatica hanno visto spendere su di loro.

2.L’atmosfera non è confortante. Non c’è nulla che di per sé richiamerebbe l’angoscia, tutto è apparentemente tranquillo; eppure c’è un velo di tristezza che quasi opprime. Saranno le tenebre della notte che stanno per avvolgere tutto. Sarà la foschia. Il colore dominante –tra il verde e il giallo- sottolinea molto bene questa atmosfera di tristezza.

3.Ma il fiume sembra indicare una via e con essa una méta. La cupola della Cattedrale di San Paolo si scorge bene. E’ lontana, ma è chiara. Chiara, malgrado la foschia; chiara, malgrado la notte che incombe.

4.Su una barca, quella che appare più fatiscente e più consumata dagli anni, si intravedono delle figure. Si tratta di uomini che hanno lavorato chissà da quanto. E’ possibile che si siano dovuti alzare molto presto quando era ancora notte per trasportare mercanzie e adesso tornano che è già la notte seguente.

5.Il colore che domina nel cielo, la foschia e l’umidità che entra nelle ossa, fa imperare una cupezza oppressiva che sembra dire: Perché lavorare? Perché sacrificarsi? Perché svegliarsi all’alba? Perché perdersi …per non più ritrovarsi?

6.Ma il fiume non asseconda questa conclusione. Le sue acque riflettono il chiarore della luna e tale riflesso, se si fa attenzione, è un tema rasserenante che contrasta con il tono dominante del dipinto che invece tenderebbe all’angoscia. Il fiume e il suo luccichio sembrano formare un sentiero. E’ un sentiero che conduce lo sguardo verso la cupola della Cattedrale, che non solo si scorge, bensì si staglia. Malgrado la forma sia tenue, delicata, è facile notare e immaginare come quell’enorme quantità di pietra si configuri nella sua imponenza. Insomma, oltre la tristezza, oltre l’apparente assurdità del vivere, per chi sa osservare e per chi sa farsi guidare, si staglia imponente la Speranza.


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