APOLOGETICA OSSERVANDO: Un quaderno personale

1.Scrive lo scrittore americano Jack London (1876-1916): “Tieni un quaderno, portalo con te, mangiaci e dormici; annotaci ogni pensiero che ti attraversa la mente”.

2.Questa citazione di London dice qualcosa di profondamente vero. Tenere un quaderno per annotarvi ciò che si è vissuto, per annotarvi tutte le esperienze possibili, vuol dire, in un certo qual modo, cristallizzare il tempo.

3Cosa vuol dire cristallizzare il tempo? Vuol dire fermarlo? Certo, potrebbe anche significare questo, ma possiamo individuare un senso più profondo e anche più bello: bello proprio nel senso estetico del termine. Il verbo cristallizzare richiama il cristallo, il quale ha la caratteristica di splendere. Ebbene, cristallizzare il tempo vuol dire fare in modo che ogni esperienza vissuta possa, in qualche modo, conservarsi in una dimensione di splendore.

4.Ma come si fa ad inserire in una dimensione di splendore un’esperienza eventualmente negativa? La risposta è semplice: ogni esperienza vissuta può essere inserita dentro un significato. Se non trova soluzione nell’eternità e soprattutto non viene ricondotta al bene, allora finisce con il palesarsi come un assurdo…un assurdo fastidioso e brutto. Se invece la si orienta verso l’eternità -perché è oggettivamente positiva oppure perché, pur essendo stata negativa, diventa occasione di pentimento- allora può entrare in una sorta di splendore.

5.Ecco dunque che un quaderno personale può ricordarci come tutto ciò che avviene, avviene per permissione di Dio…affinché non sia impietosamente inutile, affinché sia ricondotta al Bene.


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