APOLOGETICA LEGGENDO: “Non amiamo la vita in astratto, amiamo il vivere” (Robert Louis Stevenson)

 

1.Il concetto e la conoscenza concettuale sono importanti: essi danno la possibilità di argomentare, di logicizzare, di fare scienza. Se non si sa cos’è un libro, non si possono riconoscere i libri. Se non si sa cos’è una casa, non si possono riconoscere le case. Se non si sa chi è un uomo, non si possono riconoscere gli uomini.

2.Ma la conoscenza concettuale, quando diventa puro concettualismo (per esempio, il razionalismo o il puro concettualismo), sgancia dalla realtà, anzi la violenta addirittura, riducendola ad una sorta di magma indistinto.

3.L’amore di una mamma può aiutarci a capire: ella, qualora dovesse avere più figli, avverte che ciò che muove il proprio cuore non è l’idea di “figliolanza”, quanto il rapporto concreto, carnale e individualmente riconoscibile di ogni ben preciso figlio. Se una mamma ha un quantitativo 100 di amore e ha dieci figli, non fa 10, 10, 10…bensì, per ognuno, fa 100, 100, 100…

4.Il Dio cattolico fa lo stesso: egli non ama l’umanità, ama l’uomo singolarmente preso. Bene, dunque, ciò che è detto nello scritto di Stevenson: “Non amiamo la vita in astratto, amiamo il vivere“.


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