Borraccia (3 dicembre)

Tra gli strumenti di un cammino vi è la borraccia con cui portarsi dietro dell’acqua per idratarsi. Fuor di metafora, ne Il Cammino dei Tre Sentieri la “Borraccia” è la meditazione. I vari “sorsi”  sono i punti della meditazione.


L’ACQUA

Nessuno nutra l’illusione di pensare che farà grandi cose, se dapprima non ne fa di umili
(San Francesco Saverio – Lettera del 5.11.1549)


I SORSI

1.Cari pellegrini, siamo dinanzi alla cupola di Santa Maria del Fiore a Firenze. La magnifica cupola del Brunelleschi. Ci colpisce la perfezione straordinaria. Chissà quanti calcoli e quanti progetti! Si tratta della più grande cupola in muratura esistente al mondo e ancora oggi molti si chiedono con quale tecnica sia stata costruita.

2.Con l’acqua di questa borraccia san Francesco Saverio ci dice che non è possibile pensare di fare cose grandi se prima non se ne fanno di umili; o -perlomeno- non si è disposti a fare cose umili.

3.C’è una logica indiscutibile in questa verità, che tra le tante fa capire la veridicità e la bellezza del Cristianesimo. La logica è ciò che Gesù indica affermando che chi è fedele nel poco sarà anche fedele nel molto e chi non è fedele nel poco non sarà fedele nel molto (Luca 16). Ciò  perché dinanzi a Dio non esiste il grande e il piccolo, bensì tutto è infinitamente piccolo. Ma non solo. Chi pretendesse fare cose “grandi” senza rendersi disponibile per quelle “piccole” opererebbe la più grande menzogna, che è quella di credere che ciò che fa non solo dipenda da lui, ma che tutto sarebbe per il suo prestigio. Il che -come dicevamo- è una grande menzogna.

4.Torniamo alla Cupola del Brunelleschi. La meraviglia che si staglia dinanzi ai nostri occhi non è solo il frutto del grande ingegno dell’architetto fiorentino, ma anche della fatica degli operai che hanno caricato su di sé il materiale, sporcandosi e -come si suol dire- “rompendosi la schiena”.

5.In questo caso il lavoro dell’architetto non è stato quello degli operai e viceversa. Nella vita invece accade che i due lavori vadano svolti entrambi dalla singola anima: ad ogni anima spettano i lavori “grandi” e i lavori “piccoli”. Solo così si origina la meraviglia della Salvezza, la quale, a differenza dei lavori architettonici che pur finiranno, potrà essere invece gustata per l’eternità.


Al Signore Gesù

Tu, Signore dell’universo, cosa hai fatto? Hai sofferto e sei morto per la mia salvezza. Ti sei fatto umiliare per me. Ti sei fatto sputacchiare e deridere per me. Ti sei fatto frustare e uccidere per me. E io cosa faccio e cosa sono disposto a fare per Te?


Alla Regina dello Splendore

Madre, la tua umiltà è artefice del più grande capolavoro della Storia: l’Incarnazione. Non c’è bellezza artistica più ammirevole di questa. Madre, accompagnami nel cammino di questo giorno.


Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri


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