Come interpretare correttamente il fenomeno della “caccia alle streghe”?

1.Con il termine «stregoneria» s’intendono tutte quelle pratiche e rituali facilitanti la relazione con il Demonio, per ottenere da questo determinati effetti.

2.Ci sono almeno tre falsità in merito a ciò che solitamente si afferma sulla “caccia alle streghe”

  • Prima falsità: la caccia alle streghe come fenomeno tipicamente medioevale. Il noto medievista, Jacques Le Goff, mette in guardia dall’attribuire al medioevo il fenomeno della caccia alle streghe. Il fenomeno riguardò gli anni del Rinascimento e della prima modernità, in Europa e oltreoceano. A proposito di oltreoceano famosi sono i processi svoltisi a partire dal maggio del 1692 nella cittadina americana di Salem. Ma perché accusare il medioevo? L’equivoco è dovuto al fatto che nel medioevo sorse l’inquisizione, la quale però era deputata ad estirpare l’eresie, in particolar modo quella catara. L’inquisizione non s’interessò mai della stregoneria, malgrado il Malleus Maleficarum di cui parleremo dopo. Va detto che nel medioevo non attecchì la paura della stregoneria grazie all’opera della Chiesa Cattolica. Già in periodo longobardo l’Editto di Rotari (643) ammonisce contro l’uccisione di una strega. Al XII secolo risale il documento Concordia discordantium Canonum, noto come Decreto di Graziano (1140). Questo elenca le norme giuridiche della chiesa latina dopo la separazione da quella bizantina. Ebbene in questo documento si prescrivono punizioni lievi per coloro che praticano la superstizione e si rivolgono a falsi riti. Punizioni come l’esclusione dalla comunione per un certo tempo o -al peggio- la scomunica. A questo si aggiunge che il livello teologico della chiesa medievale era altissimo. Molti inquisitori si erano formati in università come quelle di Parigi, Bologna, Oxford…diventava pertanto difficile credere in racconti che affermavano che le streghe, grazie al potere ricevuto da satana, riuscissero -per esempio- a ridare la vita agli animali, quando si sa che teologicamente il demonio può fare prodigi ma non miracoli…e risuscitare dalla morte è un miracolo, non un prodigio. Ci furono alcuni concili che misero in guardia dal farsi prendere da questa paura della stregoneria, come reminiscenza pagana. Precisamente: il Concilio di Braga del 560, il Concilio di Lione dell’840, il Concilio di Rouen del 1189 e il Concilio di Parigi del 1212.
  • Seconda falsità: la caccia alle streghe come fenomeno dei Paesi cattolici. La caccia alle streghe riguardò i Paesi protestanti piuttosto che quelli cattolici. Lo storico Thurston dice che a Roma ci fu un solo giustiziato per stregoneria. Avvenne nel 1412. Importante è l’Encyclopedia of Witchcraft (in 4 volumi, curata da Richard Golden). Questa enciclopedia raccoglie ben 170 contributi di specialisti di ogni parte del mondo. Per fare alcuni nomi: Henry Kamen, Brian P.Levack, Gustav Henningsen, André Del Col, Oscar Di Simplicio, Gabriella Zarri, Marina Montesano. Riguardo alla responsabilità cattolica si legge in questa opera che essa è da ridimensionare notevolmente. Per esempio, tra gli equivoci che vengono perpetuati vi è quello di affermare che la maggiore responsabile della caccia alle streghe sia stata proprio l’inquisizione cattolica. Certamente vi fu il celeberrimo Malleus Maleficarum (manuale per inquisitori scritto nel 1487 dai domenicani Spenger e Kramer), ma, al di là di questo, il ruolo dell’inquisizione fu molto relativo. Ne Encyclopedia of Witchcraft  troviamo scritto: “(…) l’inquisizione portoghese, spagnola e romana non solo non si sono macchiate della repressione delle streghe (vere o presunte), ma hanno addirittura evitato lo scatenarsi delle cacce alle streghe durante il XVI e il XVII secolo nel Sud Europa.” Dunque, non c’è alcuna prova che l’inquisizione cattolica, già utilizzata per combattere l’eresia catara, sarebbe stata impiegata successivamente contro le streghe. Tale convinzione la si deve allo storico Etienne Léon de Lamothe-Langon, che nel 1829 avrebbe falsificato documenti per fornire certificazione alla sua tesi. Richard Golden scrive: “Nelle terre dove regnava la legge dell’Inquisizione cattolica vi furono meno vittime rispetto ad altre regioni d’Europa. Questo si deve al fatto che le tre Inquisizioni applicavano regole omogenee ovunque. (…). In Germania, invece, dove si ebbe il numero più alto di streghe uccise, la realtà era opposta: ognuno degli oltre trecento principati e staterelli aveva un sovrano con un suo tribunale (…). I tribunali laici del nord e del centro dell’Europa condannarono a morte molte più streghe di quanto fecero quelli dell’Inquisizione cattolica romana(…).” E per finire, nel volume Le donne nell’Europa moderna, la storica Merry E.Wiesner-Hanks parla di un piccolo numero di condanne accertate in Spagna, una in Portogallo e nessuna per quanto riguarda l’Inquisizione Romana.
  • Terza falsità: milioni di streghe mandate al rogo. Quante le persone giustiziate per stregoneria? Centinaia di migliaia o milioni, come ci ripetono alcuni? La cifra oggi affermata dagli storici (anche se oscillante) è ben lontana da 6 o 9 milioni di streghe, ma anche dalle centomila vittime di cui parla Voltaire. Storici contemporanei che hanno particolarmente studiato il fenomeno della caccia alle streghe, tra cui anche Richard Golden, incrociando i dati disponibili, propende per 30-40 mila vittime in circa 350 anni. Una cifra considerevole, ma comunque irrisoria se paragonata ai milioni di morti delle grandi rivoluzioni e guerre dell’800 e delle stragi del ‘900, e in ogni caso non tale da giustificare la definizione di “genocidio” né tantomeno di “olocausto”. Ma torniamo alla cifra di 7-9 milioni di streghe uccise. A cosa si deve questo falso? Si tratta di una mistificazione che risale al 1791, quando l’illuminista tedesco Gottfried Christian Voigt scrisse un pamphlet contro Voltaire, che invece si era “limitato” a parlare solo di centomila streghe uccise.

3.Riguardo le interpretazioni ne possiamo individuare tre. Due false ed una vera. Le false sono quelle legate rispettivamente all’effetto di una cultura maschilista e all’effetto di una cultura economica prevaricatrice. Quella vera parla del legame tra il fenomeno in questione e la modernità. Analizziamole singolarmente

  • Interpretazione falsa: l’invenzione della strega come espressione di una cultura maschilistica. E’ questa un’interpretazione soprattutto sostenuta da studiose femministe. Essa afferma che le streghe fossero depositarie della medicina tradizionale in competizione con due categorie che si andavano professionalizzando: i medici e il clero. E quindi le accuse di stregoneria sarebbero state una risposta a questo mutamento e, in un certo qual modo, per ostacolare questa assunzione di potere da parte del genere femminile. Nel 1990, il film femminista The burning Times parlò della caccia alla streghe come un vero e proprio “olocausto femminile”. Ma nell’Encyclopedia of Witchcraft, curata da Richard Golden, leggiamo che ormai non è più sostenibile la tesi di un’associazione univoca  fra vittima della caccia alle streghe e sesso femminile. Certamente la maggioranza delle vittime erano donne, ma, ricercando, si evince che la preoccupazione era combattere la stregoneria e non esclusivamente le streghe. E infatti non poche vittime furono anche stregoni, cioè uomini. Se è vero che circa l’80% di coloro che venivano accusate di stregoneria nell’età moderna risultano essere donne, è pur vero che questo non è per tutte le zone d’Europa. Sia la storica Merry E. Wiesner-Hanks che l’italiana Marina Montesano, docente all’Università di Genova e autrice di Caccia alle streghe, affermano che in Paesi come la Finlandia e l’Estonia circa la metà degli accusati erano maschi. In Islanda e in Russia gli uomini erano invece addirittura la maggioranza e molti svolgevano il mestiere di “guaritori”.
  • Interpretazione falsa: l’invenzione della strega come espressione di una cultura economica prevaricatrice. Questa interpretazione è ovviamente ascrivibile soprattutto alla scuola storiografica marxiana. Le stregoneria come fenomeno di riscatto sociale; e la caccia alla streghe come tentativo del potere di sopprimere tale riscatto. Ma anche questa interpretazione è smentita dai fatti.
  • Interpretazione vera: fenomeno legato alla modernità. Il fenomeno della caccia alle streghe è un fenomeno soprattutto rinascimentale e «moderno». Questo per due motivi. Il primo motivo attiene alla psicologia religiosa. Agli albori della modernità la paura del demonio inizia a trasformarsi in “fobia” a causa del venir meno delle certezze della Fede. Il secondo motivo attiene alla filosofia della storia. Le separazioni della fede dalla ragione e della ragione dalla fede produrranno due correnti costitutive della modernità: una corrente “fredda”, cioè razionalista; ed una corrente “calda”,  irrazionalista.

4.La strega può realmente esistere? Partendo da una prospettiva di fede, la risposta non può che essere affermativa, tenendo presente due aspetti.

  • Il primo aspetto è quello del rapporto con il demoniaco, possibilità che annovera la Teologia, in particolare la «Teologia Spirituale».
  • Il secondo aspetto è quello legato ad alcuni crimini, già condannabili sul piano della Legge Naturale, a maggior ragione su quello della Legge Soprannaturale. Qui bisogna fare riferimento soprattutto all’aborto procurato e al veneficio. Lo storico Thurston afferma che i delitti degli accusati di stregoneria non erano affatto immaginari. La storiografia più recente non mette in dubbio l’autenticità di casi di veneficio, omicidio rituale, ecc. A riguardo si possono consultare gli studi dello storico Raoul Manselli.

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