1.Novembre -si sa- è il mese della tristezza. E’ il mese in cui bisogna riflettere sulla morte. Certo, se davvero si vuole vivere la speranza cristiana, si può trattare solo di una dolce tristezza, cioè di una tristezza che non può mai annullare la letizia del cuore. La resurrezione di Cristo ha sconfitto la morte…e quel sepolcro rimarrà per sempre vuoto.
2.Novembre, dunque, non è come maggio…perché l’ autunno non è come la primavera. Novembre richiama quindi la riflessione sulla morte che è poi riflessione sulla vita. Meglio: sul senso della vita. E all’appello di questi interrogativi nessuno può marcare visita. Tutti devono essere presenti, perché le domande “perché esiste la morte, cosa essa sia e a cosa essa conduca”… sono domande di tutti. Sono domande dell’uomo del passato, sono domande dell’uomo del presente e saranno domande anche anche dell’ uomo del futuro. Sono domande del ricco e del povero…ecco perché a novembre nascono tutti. Tutti con gli stessi identici interrogativi. Tutti con lo stesso identico desiderio.
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri
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