A cura di Pierfrancesco Nardini
Domanda: Che cos’è la fede?
Risposta: La fede è quella virtù soprannaturale per cui crediamo, sull’autorità di Dio, ciò che Egli ha rivelato e ci propone a credere per mezzo della Chiesa.
San Pio X definisce la fede come una virtù soprannaturale.
Già questa parola, virtù, ci ricorda che non è un’emozione, un sentimento, né un semplice convincimento soggettivo. È un dono, infuso da Dio nell’anima, che permette alla ragione di aderire con sicurezza alle verità che Egli stesso ha rivelato.
La fede non nasce, quindi, da un’impressione personale, né da un’opinione: si fonda sull’autorità di Dio, che non può né ingannarsi né ingannare. Questo è il punto decisivo.
Molti oggi pensano che credere significhi “spegnere il cervello”, essere creduloni. Al contrario, la fede nasce da un atto della ragione che riconosce l’affidabilità assoluta di Dio. È un atto ragionevole, non cieco.
Se Dio parla, l’uomo può fidarsi.
Il problema moderno, già denunciato da San Pio X, è che si pretende di giudicare la Rivelazione con criteri puramente umani, come se la Parola eterna dovesse adattarsi al gusto del tempo, alle mode cangianti delle società. Come se fosse l’uomo, creatura, a poter giudicare Dio, Creatore. La fede non è una costruzione culturale che cambia con la società; è adesione alla verità che non passa.
Come scriveva Sant’Agostino “non avresti la fede, se non credessi ciò che non vedi” (Sermo 43, 7, 9).
L’uomo moderno vuole vedere tutto, verificare tutto, controllare tutto. C’è chi chiede le prove della verginità di Maria Ss.ma…
La fede, però, non è ingenuità, nè verifica di ciò che è visibile: è affidarsi con l’atto più razionale che l’uomo possa fare davanti a Dio che si rivela.
Il santo di Riese insiste: crediamo perché Dio ha parlato. Questo distingue la fede autentica dalla fede “sentimentale” o “selezionata”, dove ciascuno accetta solo ciò che gli piace.
La fede non sceglie; accoglie ciò che Dio propone tramite la Chiesa da duemila anni, non ciò che alcuni gruppi propongono oggi adattando la dottrina allo spirito del mondo.
Si crede perché Dio lo ha rivelato, non perché è comodo o piacevole.
Credere, poi, “è un atto dell’intelletto che dà il suo assenso alla verità divina per comando della volontà, mossa da Dio tramite la grazia” (Summa Theol., II-II, q. 2, a. 9). Non è, quindi, solo un pensare, ma un atto totale: la grazia muove la volontà, e la volontà guida l’intelletto verso la verità.
Nella fede la Chiesa è una garanzia, non un ostacolo. Per questo Dio ci propone le verità per mezzo della Chiesa. Nel nostro tempo, dove prevale l’individualismo, questa frase è controcorrente. Molti dicono “io credo in Dio, ma non nella Chiesa”. Ma, al netto dei problemi serissimi portati dalla crisi nella Chiesa ancora in corso, senza la Chiesa non avremmo né il Vangelo, né i Sacramenti, né la certezza della dottrina. La Chiesa non è un optional: è parte del progetto di Cristo. Il Vangelo stesso lo afferma, senza possibilità di reinterpretazione: “chi ascolta voi, ascolta me” (Lc 10, 16). Cristo lega la fede all’ascolto della Chiesa. Oggi questo è sempre più difficile da accettare, l’orgoglio porta a voler essere “maestri di sè”. Ma la verità non si costruisce da soli: si riceve. La verità è data, non autocostruita o scelta.
Ai nostri tempi si vive un tempo in cui tutto viene relativizzato: la morale, la dottrina, perfino la natura umana. San Pio X, più di un secolo fa, aveva già visto il problema: l’uomo vuole essere misura della verità. Il risultato, però, è sotto gli occhi di tutti: confusione spirituale, perdita del senso del peccato, fragilità nelle scelte.
La fede, invece, rimette l’uomo al suo posto: creatura davanti al Creatore, figlio davanti al Padre. Non è un limite, come molti pensano, ma è un principio di libertà: senza verità rivelata, l’uomo è solo. Con la fede, l’uomo ha una roccia a cui aggrapparsi.
San Pio X ci ricorda che la fede non cambia con i tempi, perché Dio non cambia. Quello che varia è la fedeltà degli uomini, non la dottrina.
Siamo chiamati a recuperare una fede intera e integra, non frammentata, vissuta non per abitudine, ma per convinzione, creduta non per piacere, ma per l’autorità di Dio.
Se non ci si dimentica che la fede non è un concetto astratto, ma una forza che dà forma alla vita concreta, che dà luce alle scelte, sostegno nelle prove, ordine ai pensieri, non perderemo la bussola fondamentale della vita
In una società confusa, la fede diventa ancora più necessaria, perché orienta, custodisce e purifica lo sguardo.
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri
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