Commento del Catechismo di San Pio X (n.238)

A cura di Pierfrancesco Nardini


Domanda: Che cos’è la speranza?

Risposta: La speranza è quella virtù soprannaturale per cui confidiamo in Dio e da Lui aspettiamo la vita eterna e le grazie necessarie per meritarla quaggiù con le buone opere.


La definizione della Speranza dataci da San Pio X in questo numero è semplice, ma molto profonda: mostra che la speranza cristiana non è ottimismo umano, ma fiducia fondata su Dio.

Nel linguaggio comune si parla spesso di “speranza” come di un desiderio incerto: si spera che qualcosa vada bene, ma senza certezza. Anzi, a volte la parola “speranza” ha proprio un’accezione pessimista. La speranza cristiana non è questo. Non si basa sulle capacità dell’uomo, ma sulla fedeltà di Dio. La Sacra Scrittura dice “la speranza poi non delude, perché l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori” (Romani 5, 5). La speranza, quindi, non è un’illusione. È una certezza fondata sulla promessa divina. “È una buona disposizione che ci fa capaci di compiere atti buoni e graditi a Dio. È soprannaturale e quindi infusa da Dio assieme alla grazia santificante e inclina a compiere atti superiori a tutte le capacità naturali” (Dragone).

San Pio X usa un’espressione chiave: “confidiamo in Dio”. Questo è decisivo, soprattutto oggi, in una cultura che invita a confidare solo nelle proprie forze, che spinge solo all’immanenza. La speranza cristiana non nega l’impegno umano, ma lo ordina: l’uomo opera, ma sa che la salvezza viene da Dio. L’esempio più forte è quello di San Pietro che, nonostante un’intera notte di pesca infruttuosa, lancia ancora una volta la rete perchè glielo dice Gesù (Luca 5, 1-11). Lui spera e fa una pesca miracolosa.

Senza questa fiducia, si cade facilmente in due gravi errori opposti: la presunzione (pensare di salvarsi da soli) o la disperazione (pensare di non potersi salvare).
Sant’Agostino scriveva “Dio che ti ha creato senza di te, non ti salva senza di te” (Sermo 169, 1), per riassumere in modo chiaro il rapporto tra grazia e libertà: Dio offre, l’uomo deve rispondere.

Il motivo della speranza è, quindi, la promessa fattaci da Dio. Noi confidiamo in Lui che è buono, potente e fedele nelle Sue promesse. Questa virtù ha un oggetto preciso: la vita eterna e, di conseguenza, “le grazie necessarie per meritarla quaggiù con le buone opere“. “La speranza tende a Dio come a un bene futuro difficile, ma possibile con il suo aiuto” (San Tommaso d’Aquino, Summa Theologiae, II-II, q. 17, a. 1).

Non riguarda solo il presente, come sarebbe se si trattasse di pura e semplice speranza umana, ma il destino ultimo dell’uomo. Questo corregge una visione molto diffusa oggi, secondo cui, per la salvezza dell’anima, basterebbe credere o “essere buoni” in modo generico…non cattolico. La fede cattolica, invece, insegna che la grazia viene da Dio e l’uomo deve cooperare con le opere. La speranza, quindi, non libera l’uomo dallo sforzo necessario, ma rende questo sforzo possibile e orientato. E, perciò, anche meno faticoso.

Viviamo in un’epoca segnata da incertezza e instabilità. Si cercano sicurezze immediate, spesso materiali, che però non bastano. Rimane sempre in noi un senso di incertezza, di incompletezza. La speranza cristiana richiama l’uomo a guardare oltre. Non è evasione dalla realtà, ma capacità di vivere il presente senza assolutizzarlo. Aiuta a non immanentizzare.

San Pio X, già nel suo tempo, vedeva il rischio di una fede ridotta a sentimento o a morale generica. Oggi questo rischio è ancora più evidente. E, purtroppo, non è più soltanto un rischio…

La virtù soprannaturale della speranza rimette ordine, ricorda all’uomo che la vita non finisce qui e che le scelte hanno un peso eterno. La speranza, in conclusione, è una virtù che sostiene la vita cristiana. Non è un semplice desiderio, ma una fiducia fondata su Dio. Ci orienta alla vita eterna e ci sostiene nel cammino, ricordandoci che senza la grazia non possiamo nulla, ma con essa possiamo tendere alla salvezza.

San Pio X ci invita così a recuperare una speranza vera: non superficiale, non vaga, ma fondata sulla promessa di Dio e vissuta nelle opere quotidiane.


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