Cosa dice Paul Claudel dei sacerdoti che non parlano più dell’Inferno?

Così Paul Claudel scrisse al suo amico padre Luigi Becque:

Una cosa mi turba profondamente, ed è che i sacerdoti non parlano più dell’inferno. Lo si passa pudicamente sotto silenzio.

Si sottointende che tutti andranno in cielo senza alcuno sforzo, senza alcuna convinzione precisa. ‘Iddio non chiede tanto’.

Non dubitiamo nemmeno che l’inferno stia alla base del cristianesimo, che fu questo pericolo a strappare la Seconda Persona alla Trinità, che la metà del vangelo ne è piena.

Mi pare che se io fossi predicatore e salissi in cattedra, proverei in primo luogo il bisogno di avvertire il gregge inerte dello spaventoso pericolo che sta correndo.

Non si tratta di minacce; si tratta di implorazione. Il timor di Dio è il principio della sapienza.

E solo il timore dell’inferno fornisce la forza necessaria per sottarci al male.

I sacerdoti della vecchia generazione capivano meglio dei nuovi.

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1 Comment on "Cosa dice Paul Claudel dei sacerdoti che non parlano più dell’Inferno?"

  1. Quanto sono vere, intelligenti queste parole.
    La parola ‘inferno’è realmente stata abolita nelle omelie.
    Una vera censura,di cui quei pastori renderanno conto all’Altissimo.

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