1.Gli operai che erano pagati a settimana ricevevano la loro paga il sabato. E se il datore di lavoro era preciso (com’era giusto che fosse) puntualmente ogni sabato l’operaio riceveva la paga.
2.Dio fa lo stesso? No, non fa lo stesso. Ovviamente ciò non significa che Dio sia ingiusto…anzi: Dio è giustissimo. Piuttosto va detto che Dio “paga” in maniera misteriosa. Si tratta di un tipo di “paga”, per rimanere nella metafiora, che l’uomo non sempre riesce a capire, ma si tratta comunque di una paga giusta: di una paga che più giusta non può esserci.
3.Nella vita sembra che si riscontrino varie “ingiustizie” (utilizziamo le virgolette perché non sono tali). Per esempio, ci possono essere tanti cattivi che beneficiano di una vita lunga ed apparentemente senza problemi e invece tanti buoni che sono destinati a morire giovani e perfino con dolori e sofferenze. In questo caso Dio, permettendo simili differenze, di fatto non “paga il sabato”, nel senso che sembrerebbe avallare una sorta di ingiustizia. Ma -appunto- “sembrerebbe’, perché non è affatto così. E non è così per un semplice motivo: perché c’è l’eternità, perché c’è il Paradiso.
4.Se il tempo viene considerato solo nel suo essere nel tempo, ovvero nel fatto che ad un certo punto finirebbe e non avrebbe alcun prosieguo, allora effettivamente tante sarebbero le ingiustizie e tante le “paghe” non saldate, ma il tempo non finisce con il tempo, il tempo è apertura all’eternità. Ecco dunque che una vita anche di vent’anni ma capace di generare l’eterna beatitudine è infinitamente superiore ad una vita di cent’anni ma capace invece di causare la dannazione eterna.
5.Ecco quindi che Dio non “paga il sabato”, cioè non paga nel tempo, bensì paga nell’eternità…il che è molto meglio ed è molto più esistenzialmente conveniente. E’ la paga sen’altro più onesta.
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri

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