Anche Dostoevskji riconobbe il ruolo grandissimo che la Provvidenza ha affidato all’Italia

Ogni nazione ha un ruolo da svolgere per volere della Provvidenza. Ovviamente si può non corrispondere a questa “chiamata”, così come si può corrispondere in alcuni periodi storia e in altri meno. Ma la chiamata c’è. Perché le nazioni sono volute da Dio e hanno una missione da compiere. Leggiamo cosa Dostoevskji (1821-1881) scrisse sul ruolo che la Provvidenza ha affidato all’Italia.

Per duemila anni l’Italia ha portato in sé un’idea universale capace di riunire il mondo, non una qualunque idea astratta, non la speculazione di una mente di gabinetto, ma un’idea reale, organica, frutto della vita della nazione, frutto della vita del mondo; l’idea dell’unione di tutto il mondo, da principio quella romana antica, poi la papale.

I popoli cresciuti e scomparsi in questi due millenni e mezzo in Italia comprendevano di essere i portatori di un’idea universale, e quando non lo comprendevano, lo sentivano e le presentivano.

La scienza, l’arte, tutto si rivestiva e penetrava di questo significato mondiale.

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