di Maria Bigazzi
In questi nove giorni che hanno preceduto la nascita del nostro Salvatore, con la Novena del santo Natale abbiamo avuto l’occasione di preparare i nostri cuori ad accogliere Gesù Bambino che viene in mezzo a noi.
Il Natale come ogni anno si presenta alle nostre porte e, presi da tante faccende, spesso dimentichiamo il vero senso di una delle celebrazioni più sante dell’anno.
Il tempo che precede il Natale ci viene offerto da Dio per preparare il nostro cuore ad accogliere il Salvatore, perché alla sua venuta non ci trovi impreparati e la nostra anima non sia ancora appesantita dal peso del peccato, e quindi incapace di recarsi alla culla di Gesù Bambino.
Ed è proprio il nostro cuore che deve trasformarsi in una calda culla ad accogliere il Signore che viene per noi, per la nostra salvezza.
Santa Teresa di Calcutta affermava: “Quando Cristo a Natale verrà tra noi, troverà il calore di un cuore?”
Lo scorrere della vita con le sue numerose prove e fatiche, le sofferenze e gli impegni quotidiani, se affrontati con agitazione e dando poco spazio alla preghiera, rischiano di portare tiepidezza all’anima che stanca e oppressa, fatica ad affidarsi al Signore e a dedicargli il tempo che gli è dovuto.
Il periodo che stiamo vivendo intriso di ingiustizie, falsità e odio, sta mettendo a dura prova, cercando di allontanare lo sguardo dalla gioia della venuta di Cristo.
Una società, la nostra, che sta cancellando la propria cultura, le proprie tradizioni e il proprio essere, nel nome di una falsa inclusività che consiste nell’eliminare tutto ciò che caratterizza un popolo, in particolare la sua identità cristiana, perché considerata ormai un passato e “offensiva”.
L’Avvento prorompe nella quotidianità per ricordarci ciò che davvero conta. Il Signore ci dà un periodo dove l’anima deve riposarsi, non pigramente, ma in Lui, per ascoltare la Sua Parola e per appoggiare il nostro capo sul Suo Sacratissimo Cuore, come l’Apostolo Giovanni.
Un tempo dove bisogna riscoprire se stessi e l’importanza della preghiera, del sacrificio offerto a Dio e dei Sacramenti, armi che ci permettono di vincere le tentazioni del demonio e di rinvigorire l’anima che anela al Signore, alla vera “fonte di acqua zampillante per la vita eterna” (Gv 7, 37), sorgente quotidiana di amore, di forza, di luce e di gioia, di coraggio, di ogni virtù e bene.
Per giungere a contemplare il Dio fatto uomo, è necessario affidarsi a Colei che più di tutti può insegnarci ad amare il suo “fiore verginale”, indicandoci la via giusta per arrivarvi senza inciampare.
La Vergine Maria, infatti, fu scelta da Dio e preservata dal peccato fin dall’eternità, creata pura da ogni colpa e consacrata tempio di purezza, preparata nel nascondimento, nel corpo e nello spirito perché diventasse degna dimora del suo Figlio Unigenito.
Maria Santissima è la Via privilegiata per arrivare a Dio. Nel suo prezioso libro “Il segreto di Maria”, il Montfort insegna che per salire e unirsi a Dio, “bisogna servirsi dello stesso mezzo di cui Egli si è servito per discendere verso di noi”.
Ma vi è un’altra figura fondamentale nel cammino per giungere al Bambino Gesù e per preparare il nostro cuore ad accoglierlo: San Giuseppe.
Scrisse san Gregorio Nazianzeno che “il Signore ha riunito in Giuseppe, come nel sole, tutta la luce e lo splendore degli altri santi tutti assieme”.
Il santo Patriarca, accettando la volontà di Dio, ha pronunciato anch’egli il suo “fiat”, assumendosi il ruolo di sposo, padre e custode dei tesori più preziosi di Dio, che lo rivestì di una particolare grazia per svolgere tale incarico.
Egli custodisce la fiamma che ci serve per vedere il Verbo incarnato, per adorarlo e lodarlo. Come custode del Redentore, san Giuseppe è per noi guida sicura e autorevole, a Lui possiamo affidare la custodia della nostra Fede, perché ci insegni ad amare Gesù e Maria come egli li ama, e perché ci conceda per la sua intercessione, la grazia di una santa morte, accanto ai suoi e nostri Tesori più preziosi.
Disponiamoci dunque, a celebrare questo santo Natale come Dio vuole, con Lui e per Lui, lasciando al di fuori tutto ciò che ci può allontanare dalla piena unione con il divin Redentore.
Come sarebbe bello se alla domanda di Madre Teresa di Calcutta, potessimo rispondere che il nostro cuore è tutto pronto per il Signore, per accoglierlo e renderlo sua dimora, affinché con la Sua Grazia Egli lo renda puro e degno di essere da Lui abitato.
Ricordiamo l’importanza e il valore infinito della santa Messa, e facciamo tesoro in questi giorni di grande gioia, delle innumerevoli grazie e dei favori che possiamo ricevere partecipando al Divin Sacrificio.
Gesù Bambino trionfi nei nostri cuori, portando la vera luce, aprendo gli occhi e la mente alla Verità.
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri
Be the first to comment on "Il calore del cuore"