Il Catechismo di San Pio X commentato per voi (n.34)

Nel segno della Croce, come esprimiamo noi i misteri principali della Fede? Nel segno della Croce, con le parole esprimiamo l’Unità e Trinità di Dio, e con la figura della croce la Passione e la Morte del nostro Signor Gesù Cristo

Quando nei commenti ai precedenti numeri si è detto che nessun particolare della nostra fede, anche “piccolo”, è secondario e ne è fondamentale la conoscenza, si intendeva proprio quello che chiariscono i numeri sul Segno di Croce, come questo in commento.

Quanto “piccolo” può sembrare un Segno di Croce? Solo non conoscendo bene la nostra fede e il significato importante di ogni suo elemento, si può pensarlo piccolo nel senso di poco importante.

Se sappiamo che con questo segno comunque esprimiamo i misteri principali della nostra fede, ne comprendiamo anche la sua grande importanza.

Per questo San Pio X si sofferma anche su particolari che sembrano piccoli solo se si guardano superficialmente, come la spiegazione di questo numero.

È decisivo sapere il significato di quel che si fa, così da renderlo il più efficace possibile. Nel caso in questione sapere cosa e come esprimiamo i misteri principali della nostra fede.

Per quanto “piccolo” il Segno di Croce è comunque complesso perché composto da parole e da gesti che esprimono ognuno un significato. È l’insieme di più cose.

Come spiegato con precisione da Papa Sarto, le parole “nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo” servono a professare la fede nell’Unità e Trinità di Dio e i gesti (“figura della croce”) ad onorare la Passione e la Morte di Nostro Signore Gesù Cristo.

Come molti simboli della religione cattolica, anche questo è intuitivo, ossia è talmente semplice da permettere la conoscenza, almeno intuitivamente, di questi due misteri a tutti, anche a chi non ha tempo o non è in grado di studiare.

Ripetendo le parole, infatti, non facciamo altro che nominare le tre Persone divine e così ci ricordiamo che Dio è Uno e Trino. Chi, per qualsiasi motivo, non conosce questa verità ci arriverà intuitivamente, perché non potrà non notare che si parla di Dio e comunque lo si prega in tre Persone.

Diciamo, infatti, “in nome” e non “nei nomi”, così è chiaro che ci riferiamo ad un’unica natura: Unità di Dio. Se dicessimo “nei nomi” si potrebbe equivocare che non sono tre Persone in un’unica natura, ma in tre nature distinte, quindi tre divinità diverse.

La continuazione della frase in cui diciamo in modo distinto e separato proprio i nomi delle tre Persone chiarisce definitivamente la reale distinzione della tre Persone in un’unica natura: Trinità di Dio.

Lo stesso principio vale per i gesti: hanno un valore intuitivo. Nel momento stesso in cui li facciamo, non possiamo in alcun modo non renderci conto che stiamo facendo una croce e di conseguenza è automatico pensare alla Croce di Cristo e alla sua Passione e Morte.

Il Dragone commenta che quando tracciamo il Segno di Croce, coi gesti «esprimiamo così la nostra fede nella passione e morte del Redentore, nel valore infinito dei suoi meriti, ci eccitiamo al dolore dei nostri peccati, che furono la causa del dramma del Calvario, esprimiamo la speranza di salvarci per la soddisfazione che Cristo offerse per noi sulla croce».

Questo gesto importantissimo per i cristiani è uno di quelli più manipolati. Ne vediamo tante “versioni”.

Torniamo a ripetere: sono tantissime le persone che fanno male il Segno di Croce, per fretta, per abitudine, per timore di esser visti o per altro.

Si deve invece tornare a farlo nel modo più corretto e rispettoso possibile, ma questo sarà difficile se saranno sempre meno i fedeli che comprendono la reale importanza, sia delle parole sia dei gesti che lo compongono, e che, invece, lo fanno quasi come un automatismo o qualcosa di convenzionale che non ha un reale valore.

Ci servono quindi un impegno e un abitudine.

L’impegno, per quel che ci è possibile, per quel che sono le nostre capacità, di spiegare l’importanza del Segno di Croce a più persone possibili, a partire dalla nostra famiglia.

L’abitudine di segnarci in ogni occasione, ad esempio la mattina appena svegli e la sera prima di dormire, così da offrire e porre sotto la benedizione di Dio la giornata che iniziamo e ringraziarLo per tutto ciò che di buono abbiamo avuto quando si conclude. E di farlo sempre, anche e soprattutto in presenza di altre persone così da poter dare un esempio ed, eventualmente, rispondere ad eventuali domande.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

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