Il Catechismo di San Pio X commentato per voi (n.39)

(a cura di Pierfrancesco Nardini)

Che significa tre Persone realmente distinte? Tre Persone realmente distinte significa che in Dio una Persona non è l’altra, pur essendo tutte e tre un Dio solo

San Pio X continua a chiarire che le tre Persone della Trinità sono un unico Dio e nello stesso tempo non sono però confondibili tra loro, sono cioè realmente tre Persone distinte l’una dall’altra. In uno dei prossimi numeri ricorderà anche che questo è un mistero impossibile da comprendere appieno per la mente umana.

Le Persone divine «si distinguono realmente tra loro come termini relativi opposti» (DIZ.). Questo vuol dire che si differenziano come (passateci il termine) parti di una stessa Unità. Qui “opposti” è inteso come “diversi”.

Si differenziano poi anche per le c.d. relazioni opposte (paternità, filiazione e spirazione passiva) nate dalle processioni del Figlio dal Padre e dello Spirito Santo dal Padre e dal Figlio, che approfondiremo in un prossimo commento.

La loro differenza è ben spiegata anche con un esempio: «in forza della relazione ognuna delle tre Persone ha un modo distinto di possedere l’essenza divina, come accade in un triangolo in cui ogni angolo serra la stessa superficie, ma in direzione propria» (DIZ.). Non un minor grado di essere Dio, ma solo un modo diverso.

Per semplificare, in modo eminente, il Santo di Riese ha scritto che «una Persona non è l’altra». Il Casali ha scritto qualcosa di simile, entrando più nello specifico: «il Figlio non è il Padre e il Padre non è il Figlio e lo Spirito Santo non è né il Figlio né il Padre».

Si può anche fare un ragionamento che ha il difetto della limitatezza. Se è vero che le Persone hanno tutte gli stessi attributi divini e sono tutte Dio a pieno, è anche vero che si dice che ad ognuna di Esse è attribuita un’azione particolare. L’esempio classico è quello della Creazione, in cui agivano ovviamente tutte e tre le Persone, ma che metodologicamente è attribuita al Padre, così come la Redenzione al Figlio e la santificazione allo Spirito Santo.

La distinzione tra le tre Persone è rivelata anche dalla S. Scrittura, in cui troviamo passi in cui si parla separatamente di Loro.

Sul Padre non serve dimostrazione, è, infatti, «tanto manifesta che nemmeno gli eretici l’hanno negata. Solo notiamo che nel Nuovo Testamento questa parola viene usata in senso proprio» (Casali). Anche per il Figlio si trovano talmente tanti passi che sarebbe lunghissimo riportarli tutti. Si ricorda solo il Prologo di San Giovanni che chiaramente evidenzia sia l’Unità del Figlio col Padre sia la Loro distinzione: «in principio era il Verbo e il Verbo era presso Dio, e il Verbo era Dio» (1, 1). Citiamo San Giovanni anche come uno dei tanti esempi per lo Spirito Santo: «Sopra Colui che vedrai lo Spirito Santo discendere e rimanere sopra di Lui, Questi è Colui che battezza nello Spirito Santo» (1, 33). Evidenzia la diversità tra le due Persone in questione.

È chiaro che non si sta parlando di tre dèi, bensì di tre Persone di un unico Dio.

Il cattolico non può non credere a questa verità (Unità e Trinità di Dio) che è stata rivelata con chiarezza nel Nuovo Testamento (basti ricordare la frase con cui Gesù ha istituito il Battesimo).

Noi preghiamo e professiamo la nostra fede in questa verità nel Credo, dove ripetiamo di credere anche nelle tre Persone divine e nelle loro processioni. Lo facciamo però anche nel Gloria, sintesi perfetta della fede della Chiesa nella Unità e Trinità di Dio.

Continuiamo quindi a recitare il Credo e il Gloria ogni volta che ci è possibile. Il Gloria in particolare è preghiera tanto veloce quanto efficace che nello stesso tempo ci mantiene “in contatto” con la fede di sempre della Chiesa in questo bellissimo mistero.


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