A cura di Pierfrancesco Nardini
In cosa consiste il peccato originale? Il peccato originale consiste nella privazione della grazia originale, che, secondo la disposizione di Dio, dovremmo avere, ma non abbiamo perché il capo dell’umanità con la sua disobbedienza ne privò sé e noi tutti, suoi discendenti.
Come detto nel precedente commento, il peccato originale è stato trasmesso a tutti gli uomini da Adamo per generazione e non per imitazione.
La sua disobbedienza, dettata dalla superbia, fonte di tutti gli altri peccati, comportò un grave prezzo per sé ed Eva, ma anche per tutti i suoi discendenti.
Il Dragone spiega che “dipendeva da lui [Adamo] conservare e trasmettere ai discendenti la grazia originale e i doni preternaturali che l’accompagnavano oppure dissipare questo tesoro”.
È molto utile anche l’esempio del titolo nobiliare che i figli dei re ricevono dai padri, senza meriti ma solo per la generazione: se questo titolo è perduto dal padre, sarà perso, senza una colpa reale, anche per le future generazioni.
Le conseguenze del peccato originale (perdita della grazia soprannaturale e dei doni preternaturali) sono state approfondite nei precedenti commenti.
Piuttosto si vuol evidenziare un concetto espresso in modo mirabilmente sintetico e chiaro da San Pio X.
La grazia originale “secondo la disposizione di Dio” avremmo dovuto mantenerla. Il Santo Pontefice mette, cioè, in evidenza che la volontà di Dio era che gli uomini vivessero in grazia nel paradiso terrestre e poi salissero in Cielo in anima e corpo.
La libertà data da Dio agli uomini, sin dal primo uomo, però, li rendeva padroni e causa del proprio destino, dava loro la possibilità anche di andar contro la volontà divina.
Non è quindi Dio ad aver deciso arbitrariamente di cacciare i nostri progenitori dall’Eden, bensì son stati loro a mettersi nella condizione di non aver più diritto a rimanerci, disobbedendo.
Questo vale in qualsiasi situazione e per chiunque: troppo spesso si dipinge un Dio cattivo che manda all’Inferno come se non ci fosse un motivo, un peccato. Adamo ed Eva furono subito consci della loro situazione, tanto che si nascondevano perché si videro nudi, mai si lamentarono di un Dio cattivo che decise della loro sorte senza motivo.
Non ascoltiamo chi invece contesta l’Inferno perché “Dio non condanna, altrimenti sarebbe cattivo” (a ragionar così il peccatore starebbe in Paradiso al pari di chi è in stato di grazia). Ricordiamo, invece, che “secondo la disposizione di Dio” i nostri progenitori sarebbero dovuti rimanere nel paradiso terrestre e così tutti gli uomini sarebbero dovuti salire in Cielo senza passare attraverso il dramma della morte.
Allora ringraziamo N.S. Gesù Cristo per il sacramento del Battesimo e combattiamo per evitare peccati attuali e personali.
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri
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