Il Catechismo di San Pio X commentato per voi (nn.56-57)

a cura di Pierfrancesco Nardini per il C3S

n. 56

Quali puri spiriti ci fa conoscere la Fede? La Fede ci fa conoscere i puri spiriti buoni, ossia gli angeli, e i cattivi, ossia i demoni

n. 57

Chi sono gli angeli? Gli angeli sono i ministri invisibili di Dio, ed anche nostri custodi, avendo Dio affidato ciascun uomo ad uno di essi

La reale esistenza di spiriti buoni e malvagi è verità rivelata.

Il Vangelo di San Matteo, infatti, racconta l’episodio della tentazione nel deserto dove è evidente la presenza di spiriti cattivi (il diavolo) e di spiriti buoni (gli angeli). Questa distinzione si nota anche in altri episodi narrati dalla Sacra Scrittura.

Gli angeli, gli spiriti buoni, sono i ministri del Signore. È il loro stesso nome, angelo, che ne determina l’ufficio, il loro incarico. Angelos significa in greco: ministro, ambasciatore, incaricato.

Le schiere degli angeli formano la corte di Dio e lo servono secondo la Sua volontà in ogni cosa, oltre a lodarLo e a glorificarLo. Sono i ministri con cui il Re eterno governa il mondo e gli uomini.

San Pio X specifica che sono ministri invisibili, per ribadire quel che è stato già chiarito nel numero precedente, ossia che, in quanto totalmente immateriali, senza corpo, non possono essere visti e sentiti dagli uomini.

In quanto Dio, gli angeli furono anche i ministri di Gesù, come testimonia la Sua domanda a San Pietro nell’Orto degli Ulivi, “pensi forse che io non possa pregare il Padre mio, che mi darebbe subito più di dodici legioni di angeli?” (Matteo 26, 53), ovviamente per difenderLo.

Impossibile, insomma, per un cattolico non credere nell’esistenza degli angeli buoni e di quelli malvagi.

In questo numero inoltre San Pio X affronta l’esistenza degli angeli custodi. Il Santo di Riese dice chiaramente che Dio ha affidato ogni uomo ad un angelo, specifico e singolo.

L’esistenza di angeli custodi, come già accennato nel commento al n. 54 a cui si rimanda, è sentenza certa, verità cattolica, è, insomma, verità di fede comune nella Chiesa, ossia si è sempre creduta e ritenuta vera.

Ci sono riferimenti biblici. Il Dragone cita il Salmo 90 (11-14) e poi ricorda che «il profeta Daniele (10, 13-20) parla di principi celesti o angeli ai quali è affidata da Dio la protezione e la custodia dei popoli (persiani, ebrei, greci)».

Sempre il Dragone ricorda che nell’Antico Testamento l’Arcangelo Michele era custode e protettore degli Ebrei e la Chiesa lo ha scelto come suo protettore (fino alla riforma liturgica alla fine di ogni Messa si recitava la sua preghiera per chiederne la protezione).

Esistono angeli custodi anche per le nazioni (l’angelo apparso ai tre pastorelli a Fatima, prima della Madonna, si autodefinì anche Custode del Portogallo) e, forse, anche per le città.

Si torna a ribadire che la base principale della verità in oggetto è il verso 18, 10 del Vangelo di San Matteo in cui Gesù ammonisce «guardatevi dal disprezzare uno solo di questi piccoli, perché vi dico che i loro angeli nel cielo vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli».

Dato che ogni parola di Gesù è verità assoluta e mai casuale, nei tempi nei modi e nell’ordine in cui vengono dette, quando dice “i loro angeli” vuol significare proprio ogni singolo angelo dei bambini.

Lo stesso episodio, riportato in un precedente commento, dell’angelo che libera San Pietro dalla prigione, oltre a dimostrare l’esistenza dei puri spiriti, permette anche di riflettere sul fatto che probabilmente quello era l’angelo assegnato al primo Pontefice sin dalla sua nascita.

Proprio perché la Chiesa ha sempre insegnato questa verità, essa ha istituito la festa degli Angeli Custodi.

Il Casali scrive che «comunemente si asserisce che Gesù non ha avuto l’Angelo Custode, perché la sua Umanità era protetta dallo stesso Verbo di Dio, che l’aveva assunta; mentre la Madonna lo aveva e San Bernardo dice che era l’Angelo Gabriele».

È, in effetti, il buon senso a far ritenere vera un simile insegnamento: Gesù, in quanto Dio, non aveva bisogno di angelo custode, la Sua natura divina ne rendeva inutile la presenza; Maria invece, in quanto essere umano, seppur con una «dignità (…) così alta che supera la dignità di ogni creatura» (Casali), non era esentata dalla presenza di un protettore angelico. È, tra l’altro, verosimile possa essere stato l’Angelo Gabriele, che è stato proprio quello che le ha dato l’Annuncio.

In conclusione, cosa fa un angelo custode? Il Padre Dragone così risponde: «è sempre al nostro fianco, continuamente c’illumina, ci suggerisce buone ispirazioni, buoni propositi, pii sentimenti, ci custodisce dai pericoli e dalle tentazioni, ci protegge anche contro i pericoli fisici».

E conclude commentando che «soltanto in cielo comprenderemo di quanti aiuti e grazie siamo debitori al nostro Angelo Custode, cui dovremo la nostra salvezza eterna».

Preghiamo quindi sempre più il nostro Angelo Custode.

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