1.Il Galateo di monsignor Giovanni della Casa (1503-1553) viene solitamente interpretato come una sorta di opera che si collocherebbe nella tipica atmosfera umanistico-rinascimentale di sopravvalutazione quasi ossessiva delle forme. Questa lettura potrebbe anche avere il suo valore. Ciò a cui però non si fa attenzione è che c’è un anche un altro significato da dare ad un’opera come questa, soprattutto per il fatto che essa è stata scritta da un monsignore.
2.Prendiamo ciò che il Galateo dice nel come stare a tavola; che non è l’unico argomento trattato da quest’opera, ma è indubbiamente è soprattutto per questo che l’opera è ricordata. Ebbene, il significato è che il cristiano non può mangiare come una bestia, bensì deve mangiare come un uomo ordinato che sa orientare al giusto fine ogni cosa che fa. Al di là del fino a che punto si debbano rispettare determinate regole, è pur vero che il cristiano quando si nutre è tenuto, per sé e anche per gli altri, a farlo esprimendo in maniera chiara quanto la sua ragione e la sua volontà riescano a dominare e governare le passioni.
3.D’altronde stesso san Tommaso dice che il vizio della Gola si esprime non solo nella quantità (mangiare più del dovuto e in maniera sregolata), ma anche nella modalità, ovvero in maniera vorace, avida e frettolosa.
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri

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