1.Per capire quanto il modernismo si contraddica e, pur affermando che il Cristianesimo non debba ridursi ad una “superstizione”, di fatto si fa promotore di tale riduzione, facciamo un esempio che riguarda il sacramento della Penitenza, cioè della Confessione.
2.Ormai è diffusa la mentalità secondo cui sarebbe giusto che il confessore dia sempre l’assoluzione al penitente. Papa Francesco in più occasioni ribadì la “giustezza” morale di questa indicazione. Lui stesso raccontava più volte di non aver mai negato l’assoluzione ad un penitente (anche se in una circostanza disse che questo gli sarebbe capitato una sola volta dinanzi ad un vizio reiterato). Si tratta -ahinoi- di un’indicazione difforme da ciò che si è sempre affermato e da ciò che è di Dottrina definita. La validità della Confessione ha bisogno di alcune condizioni, fra cui il sincero pentimento e il serio proposito di non peccare più. Inoltre c’è bisogno, per gli stati di peccato, di troncare abitudini di vita (per fare un esempio molto diffuso: le convivenze).
3.C’è un aspetto significativo che non si mette però in evidenza. Chi dichiara di essere d’accordo con queste indicazioni, si dichiara anche favorevole a certe tendenze neomodernistiche che oggi dominano nella teologia e nella pastorale. D’altronde, dare l’assoluzione pressoché a tutti vuol dire ritenere che gli assoluti morali debbano dissolversi nelle varie situazioni soggettive in cui la coscienza del penitente può divenire di fatto giudice-di-se-stessa. Ma l’aspetto significativo è che proprio il modernismo e il neomodernismo affermano che il Cristianesimo non debba essere ridotto ad un insieme di rituali che lo farebbero decadere in una sorta di formalismo farisaico. Quante volte si sente dire che non si possono trasformare i sacramenti in “atti magici” che annullerebbero la purezza del cuore e il valore dell’intenzione personale. Ebbene, non ci si accorge che la trasformazione del sacramento della Penitenza in un atto in cui sempre e comunque si possa e perfino si debba dare l’assoluzione, vuol dire trasformare questo sacramento in un “atto magico” in cui viene di fatto cancellata la libera corrispondenza del fedele. Insomma, basta che il fedele vada a confessarsi e tutto sarebbe risolto. Una sorta di “timbro del cartellino”…e via in ufficio!
4.Nulla di sorprendente, perché l’errore richiama sempre il suo contrario. E’ nella logica delle cose…pardon: delle eresie.
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri

Assolutamente chiaro e vero.