Elisabetta nacque a Saragozza, in Aragona (Spagna), nel 1271. Figlia del re di Spagna Pietro III, quindi pronipote di Federico II, a soli 12 anni venne data in sposa a Dionigi, re del Portogallo, da cui ebbe due figli. Fu un matrimonio travagliato dalle infedeltà del marito, ma in esso Elisabetta seppe dare la testimonianza cristiana che la portò alla santità. Svolse opera pacificatrice in famiglia e, come consigliera del marito, riuscì a smorzare le tensioni tra Aragona, Portogallo e Spagna. Alla morte del marito, donò i suoi averi ai poveri e ai monasteri, diventando terziaria francescana. Dopo un pellegrinaggio al santuario di Compostela, in cui depose la propria corona, si ritirò nel convento delle clarisse di Coimbra, da lei stessa fondato. Dopo la morte avvenuta nel 1336 ad Estremoz in Portogallo, il suo corpo fu riportato al monastero di Coimbra. Nel 1612 lo si troverà incorrotto. Fu canonizzata a Roma da Urbano VIII nel 1625. (santiebeati.it)
Colletta
Dio clementissimo, che fra le altre mirabili doti hai conferito alla beata regina Elisabetta la prerogativa di placare i furori della guerra, concedici per sua intercessione, dopo la pace di questa vita mortale che da Te imploriamo, di giungere alle gioie eterne.
Epistola
(Proverbi 31,10-31)
Quando si trova una degna moglie, il suo valore va ben oltre le perle. Suo marito, affidandole il suo cuore, ha un premio immancabile. Gli porta il bene, e non il male, tutti i giorni della sua vita. Si procura la lana e il lino e fa la stoffa con mani sapienti. Come le navi mercantili, assicura le sue provviste da lontano. Si alza mentre è ancora notte e distribuisce il cibo alla sua famiglia. Sceglie un campo da acquistare; con i suoi guadagni pianta una vigna. È cinta di forza e robuste sono le sue braccia. Le piace il successo dei suoi affari; di notte la sua lampada è spenta. Mette le mani sulla conocchia e le sue dita maneggiano il fuso. Tende le mani ai poveri e tende le braccia ai bisognosi. Non teme la neve per la sua famiglia; tutte le sue cariche sono doppiamente vestite. Fa le sue coperte; lino fine e porpora sono i suoi vestiti. Suo marito è prominente alle porte della città mentre siede con gli anziani del paese. Confeziona abiti e li vende e rifornisce di cinture i mercanti. È rivestita di forza e dignità e ride dei giorni che verranno. Apre la bocca con saggezza e sulla sua lingua c’è un consiglio gentile. Osserva la condotta della sua casa e non mangia il suo cibo nell’ozio. I suoi figli si alzano e la lodano; anche suo marito la esalta: Molte sono le donne di comprovato valore, ma tu le hai superate tutte. Il fascino è ingannevole e la bellezza fugace; sia lodata la donna che teme il Signore. Datele una ricompensa per le sue fatiche, e lasciate che le sue opere la lodino alle porte della città. e rifornisce di cinture i mercanti. È rivestita di forza e dignità e ride dei giorni che verranno. Apre la bocca con saggezza e sulla sua lingua c’è un consiglio gentile. Osserva la condotta della sua casa e non mangia il suo cibo nell’ozio.
Grazie a Dio.
Vangelo
(Matteo 13,44-52)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: “Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto in un campo; chi lo trova lo nasconde, e nella sua gioia va, vende tutti i suoi averi e compra quel campo. Ancora una volta, il regno dei cieli è come un mercante in cerca di belle perle. Quando trova una sola perla di grande valore, va, vende tutto quello che ha e la compra. Ancora, il regno dei cieli è simile a una rete gettata nel mare che raccoglie pesci di ogni specie. Quando fu pieno, lo tirarono fuori e, seduti sulla spiaggia, raccolsero il pesce buono nei vasi, ma buttarono via il cattivo. Così sarà alla fine del mondo. Gli angeli usciranno e separeranno i malvagi dai giusti e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti. Avete capito tutte queste cose?” Gli dissero: “Sì”. Ed egli disse loro: “Dunque, ogni scriba ammaestrato nel regno dei cieli è simile a un padrone di casa che estrae dalla sua dispensa cose nuove e cose antiche“.
Meditazione
1.Soffermiamoci su questa bella figura di sant’Elisabetta di Portogallo. Ella, malgrado offesa dai tradimenti del marito, non venne mai meno al suo ruolo di regina e di consigliera del re. Ma non fece solo questo: cercò di portare la pace tra fazioni avverse. Poi, alla morte del marito, terminò la sua vita consacrandosi alla preghiera in un monastero.
2.Tutto questo si può sintetizzare con un solo concetto: la volontà di offrirsi totalmente al Signore mettendo se stessi e l’amor proprio al secondo posto. E’ la logica della Croce.
3.Una logica, però, che fa sì che tutto alla fine si ordini secondo giustizia: oggi il mondo intero ricorda poco il marito, il re Dionigi, bensì ricorda soprattutto lei, sant’Elisabetta.
Alla Regina dello Splendore
Madre, fa che possa anteporre a tutto il tuo Divin Figlio.
Che accetti anche le umiliazioni più severe, ma che mai venga meno al mio dovere di adempiere ciò che il tuo Divin Figlio mi chiama a fare.
Con Te, la Croce del tuo Divin Figlio sarà l’unica mia bussola.
Regina dello Splendore, guidami nel cammino della vita.
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri

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