Quando preghiamo facciamo chinare il cuore di Dio verso di noi

1.Dice il Santo Curato d’Ars:

Dio, se ci chiede di pregare, è perché vuole la nostra felicità. Quando Dio vede che ci avviciniamo a lui, china il suo cuore il più in basso possibile verso di noi, sue piccole creature, proprio come un padre si china per ascoltare il figlioletto che gli parla.

2.Dunque -dice san Giovanni Maria Vianney- con la preghiera in un certo qual modo “costringiamo” Dio (ovviamente utilizziamo doverose virgolette) a chinarsi verso di noi. Come succede quando un bambino chiede qualcosa al proprio papà. Il bambino si sforza, ma anche il genitore si china verso di lui per ascoltare.

3.D’altronde tutto il Cristianesimo è in questo rapporto che possiamo definire “biunivoco”: da una parte l’uomo cerca Dio, dall’altra Dio comunica se stesso attraverso la Rivelazione. Anzi, l’iniziativa partì da Dio. Dopo il peccato originale, l’uomo era perduto, Dio l’avrebbe potuto lasciare a se stesso, ma non lo ha fatto…si è chinato verso di lui.

4.Dunque, la storia dell’uomo va letta non solo nell’agire dell’uomo, ma anche tenendo presente il “chinarsi” di Dio…e questo “chinarsi” è la Provvidenza.


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