1.Nelle chiese al termine del Padre nostro non si dice più …e non ci indurre in tentazione, bensì: …e non abbandonarci alla tentazione. La modifica è stata effettuata perché l’italiano “indurre” generebbe equivoci in merito al fatto che Dio direttamente potrebbe spingere alla tentazione.
2.In realtà in aramaico “indurre” ha un valore permissivo, per cui il significato è non permettere che noi cadiamo nella tentazione. La sapienza infinita di Dio, infatti, permette le tentazioni perché noi con queste possiamo purificarci e da queste possiamo meritare, sempre che le superiamo e non cadiamo.
3.Ma veniamo alla modifica. Dunque, un conto sarebbe stato dire: non permettere che cadiamo nella tentazione, altro è: non abbandonarci nella tentazione. Questa espressione pone un serio problema perché Dio non può abbandonare nella tentazione. L’uomo può abbandonare Dio, ma Dio non può mai abbandonare l’uomo.
4.In realtà questa affermazione -duole dirlo- sa di Luteranesimo. Lutero, infatti, propone una concezione volontaristica e nominalistica di Dio. Secondo lui la filosofia sarebbe una sorta di “prostituta di satana“, per cui Dio si può ammettere solo per fede (fideismo). Da qui l’impossibilità di concepire Dio come Logos, ma come un essere che è al di là del bene e del male; e da qui anche la possibilità che Dio possa perfino aiutare alcuni e abbandonare altri.
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri
Buongiorno. Un vero sacerdote ha spiegato con semplicità che, se Nostro Signore Gesù Cristo vero Dio ma anche vero uomo è stato “in ductus”, condotto nel deserto dallo Spirito Santo per essere tentato dal Demonio prima di iniziare la sua missione publica, anche noialtri uomini veniamo “in ducti “ in tentazione: a questa lotta non dobbiamo sottrarci perché, CON l’aiuto della Grazia elargita lavorando tutta la vita nella Vigna del Signore e partecipando ai Sacramenti, le tentazioni vengano vinte e diveniamo Santi, come è il Signore e come il Lui ci vuole.
Ringrazio quel sacerdote per aver dato a tutti noi quel chiarimento. Ma provo anche un grande dolore perché ci ha dato l’ennesima dimostrazione che la Chiesa di Cristo si va protestantizzando, senza che si faccia nulla a livello pastorale per impedirlo.
Il padre nostro é la preghiera più bella perché la prima parte è ĺa preghiera di Gesù.
La seconda parte, a mio parere andrebbe cambiata, non si può dare ordini a DIO.
Vorrei tanto che al posto di DACCI si dicesse GRAZIE per il pane….
Al posto di RIMETTI che
Si dicesse GRAZIE CHE RIMETTI a noi i nostri debiti….
GRAZIE che ci PRESERVI dalle tentazioni e ci liberi dal male.
Mi sembrava che se si facesse questa modifica
Sarebbe un italiano più bello e porterebbe più a una preghiera del cuore, un ringraziamento per tutti i doni della vita che DIO ci dà
Chiedo scusa ma è saltata la prima parte riguardante alla preghiera del
PADRE NOSTRO
Mi piacerebbe che alcune parole venissero cambiate.
È la preghiera più bella perché è la preghiera di Gesù la prima parte.
Non si può ordinare a DIO
Al posto di DACCI oggi il pane….
Direi GRAZIE per il pane…
GRAZIE che rimetti….
GRAZIE che ci preserva dalle tentazioni e ci liberi dal male.
Io invece non cambierei niente perché (se ben ricordo) S. Girolamo, l’Autore della “Lectio Vetus” tradusse letteralmente in latino la Scrittura dall’aramaico e dall’ebraico, perciò penso che le formule attuali siano le più appropriate e aderenti all’originale. Comunque, se mi sbaglio, gradirei che qualcuno mi correggesse. Grazie.