Non è facile rispondere alla domanda: quando Dio crea l’anima? Il motivo sta nel fatto che non c’è un vero e proprio pronunciamento magisteriale nel merito. Va detto però che, andando a leggere alcuni documenti, si può concludere che Dio infonda l’anima nel momento del concepimento.
Vediamo quali sono questi pronunciamenti, almeno i più recenti.
- Nell’enciclica Mater et Magistra, del 15 maggio 1961, al numero 81, papa Giovanni XXIII scrive: “La vita umana è sacra; fin dal suo affiorare impegna direttamente l’azione creatrice di Dio. Violando le sue leggi, si offende la sua divina Maestà, si degrada se stessi e l’umanità e svigorisce altresì la stessa comunità di cui si è membri.“
- Nella Dichiarazione sull’aborto procurato della Congregazione per la Dottrina della Fede, anno 1974 leggiamo ai numeri 12 e 13: “Dal momento in cui l’ovulo è fecondato, si inaugura una vita che non è quella del padre o della madre, ma di un nuovo essere umano che si sviluppa per proprio conto. Non sarà mai reso umano se non lo è stato fin da allora. A questa evidenza di sempre, la scienza genetica moderna fornisce preziose conferme. Essa ha mostrato come dal primo istante si trovi fissato il programma di ciò che sarà questo vivente: una persona, questa persona individua con le sue note caratteristiche già ben determinate. Fin dalla fecondazione è iniziata l’avventura di una vita umana, di cui ciascuna delle grandi capacità richiede tempo, per impostarsi e per trovarsi pronta ad agire.”
- Nell’istruzione Donum vitae sempre della Congregazione per la Dottrina della Fede, anno 1987, troviamo scritto al paragrafo I, numero 1: “Questa dottrina rimane valida e viene peraltro confermata, se ve ne fosse bisogno, dalle recenti acquisizioni della biologia umana la quale riconosce che nello zigote derivante dalla fecondazione si è già costituita l’identità biologica di un nuovo individuo umano. Certamente nessun dato sperimentale può essere per sé sufficiente a far riconoscere un’anima spirituale; tuttavia le conclusioni della scienza sull’embrione umano forniscono un’indicazione preziosa per discernere razionalmente una presenza personale fin da questo primo comparire di una vita umana: come un individuo umano non sarebbe una persona umana? Il Magistero non si è espressamente impegnato su un’affermazione d’indole filosofica, ma ribadisce in maniera costante la condanna morale di qualsiasi aborto procurato.”
- Nell’enciclica Evangelium vitae di Giovanni Paolo II, 25 marzo 1995, si legge al numero 60: “Anche se la presenza di un’anima spirituale non può essere rilevata dall’osservazione di nessun dato sperimentale, sono le stesse conclusioni della scienza sull’embrione umano a fornire un’indicazione preziosa. (…). Del resto, tale è la posta in gioco che, sotto il profilo dell’obbligo morale, basterebbe la sola probabilità di trovarsi di fronte a una persona per giustificare la più netta proibizione di ogni intervento volto a sopprimere l’embrione umano. Proprio per questo, al di là dei dibattiti scientifici e delle stesse affermazioni filosofiche nella quali il Magistero non si è espressamente impegnato, la Chiesa ha sempre insegnato, e tuttora insegna, che al frutto della generazione umana, dal primo momento della sua esistenza, va garantito il rispetto incondizionato che è moralmente dovuto all’essere umano nella sua totalità e unità corporale e spirituale: l’essere umano va rispettato e trattato come una persona fin dal suo concepimento e, pertanto, da quello stesso momento gli si devono riconoscere i diritti della persona, tra i quali anzitutto il diritto inviolabile di ogni essere umano innocente alla vita.”
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri

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