1.San Gerardo Maiella (1726-1755) veniva da una famiglia molto povera di Muro Lucano. Sin da giovanissimo desiderava entrare nell’Ordine dei Redentoristi; gli fu inizialmente difficile perché non aveva dote, ma poi, dopo tante traversie, vi riuscì. Grande fu la sua contentezza. Dopo qualche anno arrivò la prova più grande della sua vita: la calunnia ordita ai suoi danni da una certa Nerea Caggiano, che lo accusò presso i suoi (di san Gerardo) superiori di un’affezione morbosa con una certa Nicoletta Cappucci. Il povero Gerardo fu chiamato dallo stesso sant’Alfonso de’ Liguori, fondatore della Congregazione, per discolparsi. Ma tacque. Fu punito severamente con l’interdizione dell’abito religioso (lui che tanto aveva faticato per essere ammesso alla vita redentorista) e della Comunione. Quando finalmente la calunnia venne ritrattata, rispose candidamente a sant’Alfonso che gli chiedeva il perché non si fosse discolpato: Come avrei potuto farlo se la regola proibisce di scusarsi e vuole che si soffra in silenzio qualunque mortificazione?
2.Certamente, san Gerardo, per rispetto alla verità, avrebbe potuto e, in un certo senso, dovuto discolparsi, ma volle andare oltre: in un’obbedienza letterale della Regola. Al di là dell’emulazione di ciò che decise di fare -e sappiamo che non tutti i gesti dei Santi vanno emulati- va detto che una tribolazione di questo tipo insegna che non solo le prove sono sempre in agguato quando si serve il Signore, ma che in esse bisogna sempre conservare una totale fiducia nella Divina Provvidenza che provvederà certamente a far trionfare la Verità.
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri
Be the first to comment on "Perché contro le calunnie è utile imparare dalla grande prova che toccò a San Gerardo?"