di Maria Bigazzi
Nella prima domenica di Quaresima il Signore ci ha mostrato la via da seguire per sconfiggere il demonio e vincere le tentazioni. Egli stesso si è fatto in tutto simile a noi, fuorché nel peccato, per indicarci passo dopo passo come giungere alla gloria eterna, facendoci suoi imitatori. Gesù ha sofferto fino alla morte, e alla morte di Croce, per la nostra salvezza, dando senso alla sofferenza che, se unita alla Sua, ci acquista meriti per il Paradiso.
Lungo il tragitto della penitenza e il cammino della vita, spesso le forze vengono meno, e il peso della fatica e delle prove sembra bloccare i nostri passi. A causa del peccato originale, il nostro spirito rimasto ferito si mostra debole e bisognoso del Medico celeste che è Dio.
In questa seconda domenica, il Vangelo della Trasfigurazione di Gesù sul monte Tabor riempie il nostro cuore di gioia. Gesù si mostra in tutta la Sua maestà e gloria. Il Padre onora e glorifica il Figlio Suo, affermando la Sua divina Figliolanza e invitandoci ad ascoltarLo. Infatti, se non ascoltiamo gli insegnamenti del Signore, se non ci nutriamo della Sua Parola e del Suo Corpo, Sangue, Anima e Divinità; non potremo avere la Vita.
Con la Sua Trasfigurazione, il Signore rinfranca il cuore dei discepoli e anche il nostro, perché la grande umiltà con cui Egli operò la nostra Redenzione, non fosse per noi motivo di scandalo, ma di gloria. La Passione e morte di Gesù sarebbero state una grande prova per gli apostoli ancora deboli e impauriti, poi fortificati dallo Spirito Santo.
Come scrive san Gregorio Magno, “Tale Trasfigurazione aveva anzitutto come scopo di allontanare dal cuore dei discepoli lo scandalo della Croce, perché l’umiltà della Passione volontariamente subita non turbasse la fede di coloro che avrebbero visto la grandezza della dignità nascosta”.
Lungo tutta la sua vita terrena, Gesù mantenne celato il suo splendore soprannaturale, conducendo durante la sua infanzia una vita nascosta, e poi afflitta e disprezzata, fino ad affrontare una morte amara e ignominiosa, dove dimostrò tutto il Suo Amore per noi.
Sul monte Tabor, invece, Egli manifestò tutto lo splendore della sua gloria, perché i suoi discepoli che lo avrebbero visto patire e morire tra le umiliazioni, non cadessero nella disperazione e nell’angoscia profonda, ma si ricordassero delle sue grandi opere.
Ugualmente noi, che stiamo percorrendo il cammino della Croce assieme a Lui, traiamo consolazione e forza nel contemplare il Signore glorioso, assaporando un’anticipazione della gioia celeste.
Egli ci rivela che la nostra condizione di servi, da Lui stesso assunta, “era stata gloriosamente redenta […] per proclamare fino ai confini della terra che l’immagine di Dio, secondo la quale l’uomo fu creato, sebbene corrotta in Adamo, era stata ricreata in Cristo” (Dal Martirologio Romano).
Gesù scelse Pietro, Giovanni e Giacomo come testimoni sul Tabor e nel Getsemani, perché divenissero modello per gli altri apostoli e discepoli e per tutti noi. Essi, infatti, ebbero un ruolo importante nella manifestazione di Gesù nel mondo: Pietro, l’Apostolo che per rivelazione del Padre riconosce Gesù come “il Cristo, il Figlio del Dio vivente”, al quale Gesù affida la guida della Chiesa e il potere di legare e sciogliere le cose in terra e in Cielo, ci insegna a riconoscere il Cristo Salvatore del mondo; Giovanni, l’apostolo prediletto di Gesù per il suo cuore puro e fedele a Dio, che riceverà il privilegio di posare il capo sul Cuore del Salvatore, conoscendone l’immenso Amore e divenendo per la sua purezza e amabilità modello per tutti i sacerdoti, ci insegna ad avere un cuore puro e lontano dal peccato; Giacomo, primo apostolo martire, al quale Gesù preannunciò che avrebbe bevuto del Suo calice, e che sarebbe stato battezzato del Suo stesso battesimo (Mc 10,39), ci insegna ad essere fedeli a Dio fino alla morte, anche a costo del martirio pur di non rinnegarlo.
In questa seconda settimana di Quaresima, facciamoci guidare dall’esempio dei tre apostoli, che ascoltando la voce di Dio affermare la divina figliolanza di Gesù e seguendo i Suoi insegnamenti, hanno trovato la forza di testimoniare la Verità e di portare l’annuncio del Vangelo in tutto il mondo.
Anche noi dobbiamo “trasfigurarci” in Cristo Gesù, ovvero cambiare il nostro aspetto rispecchiandoci in Lui, per essergli in tutto simili e per progredire nella via della santità.
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri
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