Come giudicare il pensiero di Albert Camus?

1.Albert Camus (1913-1960) afferma l’assurdità del reale. La realtà è senza significato.

2.Tale consapevolezza dell’assurdità della realtà è una sorta di precondizione per una vera conoscenza.

3.Per Camus l’unico vero problema filosofico sarebbe quello del suicidio, ovvero se vale la pena vivere o meno.

4.Camus individua due tipi di soluzioni: l’intensità del vivere e la solidarietà.

  • L‘intensità del vivere sarebbe l’esito della capacità di “sopportare la propria presenza nel mondo”. Sopportazione che consentirebbe una vera libertà. Sisifo è felice perché nella sua condanna diviene consapevole dei propri limiti e quindi può assumere su di sé il proprio destino. Ne le “Nozze”, Camus dice: “Non c’è amore del vivere senza disperazione del vivere“. Sisifo, secondo Camus, insegna la fedeltà superiore; quella fedeltà che nega gli dèi e solleva i macigni.
  • La solidarietà, ovvero sentirsi uniti agli altri che patiscono la stessa assurdità.

5.Conseguenza inevitabile del pensiero camusiano è che la vita si frantuma. Il significato sarebbe solo nelle piccole cose. Camus scrive a proposito di Sisifo: “(…) questo universo, ormai senza padrone, non gli appare né sterile né futile. Ogni granello di quella pietra, ogni bagliore minerale di quella montagna (…) formano, da soli, un mondo. Anche la lotta verso la cima basta a riempire il cuore di un uomo. Bisogna immaginare Sisifo felice” (Il mito di Sisifo)

6.In realtà ciò che è paradossale è l’ammettere che solo ciò che è fuori del mondo, possa soddisfare. Camus fa dire al suo Caligola, da lui rappresentato come un filosofo esistenzialista: “Questo mondo, così come è fatto, è insopportabile. Ho bisogno della luna o della felicità o dell’immortalità, di qualcosa che sia demente forse, ma che non sia di questo mondo“. Qui c’è tutto il fallimento di una simile prospettiva: cercare nelle piccole cose una risposta che solo una Realtà grande può offrire.


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