“L’uomo vive grazie alle parole, gli animali grazie alle zampe” (proverbio mongolo)

1.Il filosofo Blaise Pascal diceva che l’uomo è molto più forte di una montagna. Certo, l’uomo può essere fatto fuori con un nonnulla: basta un semplice sassolino che gli cade sul capo nel punto giusto ed è finito. La montagna, invece, non si può tramortire. Né si può spostare. Un uomo invece, con una semplice spallata, può andare giù per terra. Eppure, continua Pascal, l’uomo è più potente di una montagna. Perché? Perché mentre la montagna non sa di essere forte, l’uomo sa di essere debole. Ed è proprio questo sapere di essere debole che rende l’uomo capace di governare e modificare la natura. “Che l’uomo domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo…” dice il libro del Genesi.

2.Per dirla in termini filosofici, potremmo utilizzare queste espressioni. Ogni ente vive nella dimensione dell’essere. Solo l’uomo, oltre che nella dimensione dell’essere, vive nella dimensione dell’esistenza. Cosa vuol dire? Vuol dire che mentre tutti gli enti sono ma non sanno di essere, l’uomo è sapendo di essere. Mentre gli animali, per esempio, vivono ma non sanno di vivere; l’uomo vive, sapendo di vivere. E, proprio perché sa di vivere, sa anche di morire.

3.Il proverbio mongolo dice che mentre l’uomo vive grazie alle parole, gli animali vivono grazie alle zampe. Si può discutere sull’esattezza di una simile affermazione, ma è indubbio che nella sostanza dice un’indiscutibile verità. L’uomo ha la parola, ha il linguaggio; gli animali hanno solo la comunicazione. E si tratta di una comunicazione che non è mai cambiata. L’uomo invece usa il linguaggio non solo per  comunicare, ma anche per cantare, per poetare, per far sorridere, per far piangere, per comprendere le cose, i fatti, le storie, la  profondità degli animi. Insomma, il linguaggio dell’uomo è il segno che egli non è semplicemente un animale un po’ più evoluto. E’ segno che è uno spirito incarnato. Gli animali, invece, possono affidarsi solo alle zampe.


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