1.Cosa è l’uomo? Un mistero enorme, grandissimo, addirittura impossibile da capire all’uomo stesso.
2.E’ la Provvidenza che ha riservato questa impossibilità; e ne è in un certo qual modo “gelosa”.
3.Attraverso questa impossibilità, e nella consapevolezza di essa, l’uomo constata ancor di più il suo limite. E si fa giustamente “piccolo”.
5.Eppure c’è qualcosa che richiama all’uomo la sua grandezza. Non ci riferiamo a ciò che in maniera scontata attesti quanto l’uomo sia grande: la sua intelligenza, la sua dimensione spirituale, artistica, affettiva o quant’altro. No, questo lo diamo per scontato. Ci riferiamo alla sua ombra.
6.Cosa c’entra l’ombra? C’entra, perché essa viene fuori quando la luce incontra la figura dell’uomo. E’ l’esistere dinanzi alla luce che dà come esito un disegno che si staglia sulla realtà.
7.E’ vero: ogni oggetto, così come ogni animale, produce ombra, ma solo l’uomo ne prende consapevolezza e capisce che il suo incontro con la luce si staglia sul reale.
8.E se la luce non vi fosse, o se l’uomo fosse evanescente, non ci sarebbe la sua ombra, cioè non ci sarebbe il suo definirsi nella realtà delle cose.
9.L’uomo, dunque, ha bisogno della luce per capire di esistere, di vedersi lungo il cammino.
Dio è verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri

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