1.Il demonio ha due modi di rapportarsi al Tempo: lo enfatizza elevandolo ad elemento “onnipotente” e distruttore, oppure lo annulla spingendo a distruggere ciò che nel Tempo si consolida: la Tradizione.
2.Il demonio enfatizza il Tempo costringendo ad una visione storicista e progressista. Infatti egli cerca di demolire la creazione per dissolvere tutto nel Nulla. Da Dio al Nulla è l’itinerario che impone. Da qui l’enfatizzazione del Tempo come pura accelerazione. Tutto deve scorrere impietosamente distruggendo ogni cosa, ogni fatto, ogni consolidamento tradizionale. Nulla può e deve rimanere stabile in questo vortice impietosamente dissolutorio.
3.Ma il demonio cerca anche di fare l’opposto, cioè annullare il Tempo. La Rivoluzione francese (vertice della modernità) introdusse un nuovo modo di contare gli anni imponendo un nuovo calendario, nella convinzione che del passato non doveva conservarsi nulla e che tutto sarebbe dovuto partire dal fatidico 1789. Ma non solo la Rivoluzione francese. Il filosofo tedesco Walter Benjamin (1892-1940), in una delle sue opere, s’interroga sul motivo per cui gli insorti parigini del 1830, la cosiddetta Rivoluzione di Luglio, pur senza essersi accordati prima, sparavano furiosamente agli orologi pubblici. Lo stesso accadde nella Comune di Parigi del 1871. Per Benjamin, capire cosa rappresentassero quegli orologi per i rivoltosi di Parigi significava comprendere l’essenza stessa della rivolta. Nella sua XV Tesi sul concetto di storia scrive che… “(…) la coscienza di far saltare il ‘continuum della storia’ è propria delle classi rivoluzionarie nell’attimo dell’azione. La grande rivoluzione ha introdotto un nuovo calendario. Il giorno di inizio del calendario funge da acceleratore storico e, in fondo, è sempre lo stesso giorno che ritorna in forma di giorni festivi, che sono giorni della memoria. I calendari, quindi, non contano i giorni con le ore. Sono monumenti di una coscienza storica, di cui da cento anni a questa parte in Europa sembrano essersi perse le tracce. Già nella Rivoluzione di luglio si verificò un incidente in cui a pieno diritto si affermava questa coscienza. La sera del primo giorno di battaglia, in diversi luoghi di Parigi, contemporaneamente e indipendentemente l’uno dall’altro, si sparò agli orologi delle torri. Un testimonio oculare, che deve forse la sua divinazione alla rima, scrisse allora: ‘Chi l’avrebbe creduto, che fossero così arrabbiati contro il tempo / Novelli Giosuè, ai piedi di ogni torre / Tiravano sui quadranti per fermare il giorno.’.” (Tesi di filosofia della storia n.15, in ‘Angelus Novus. Saggi e frammenti, Einaudi, Torino 1962, p.80).
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri
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