1.Immaginiamo questa scena. Gesù è bambino e si avvicina alla Mamma che sta sfaccendando in cucina. Il bambino ha fame e così chiede alla Vergine che gli dia qualcosa. Con la manina indica anche uno stipo dove sa che ci sono cose buone. La Mamma allora apre lo stipo, prende ciò che deve prendere e lo porge al Bambino.
2.Facendo questo gesto la Madonna cosa avrà pensato? Ella esaudisce un desiderio del suo Bambino…ma quel Bambino è Dio, cioè è colui che non solo può esaudire ogni umano desiderio, ma è anche colui che non ha certo bisogno di avere qualcosa, avendo già tutto. Gesù, in quanto Dio che ha in sé tutto, chissà quante cose ha chiesto alla Madre ed Ella era contenta di esaudirlo, malgrado conoscesse la natura divina del suo Divin Figlio.
3.Qui c’è l’amore che sì dà anche se chi lo riceve non ne avrebbe bisogno. Ma c’è anche l’amore di un Dio che diventa talmente piccolo da aver bisogno che gli si dia qualcosa. Ciò è una bellezza ed una originalità che solo nella Verità Cattolica si può scoprire e si può assaporare.
4.La scena che abbiamo immaginato non è un episodio narrato dai Vangeli, ma ci aiuta a meditare sulla realtà dell’Incarnazione. Occorre infatti tenere insieme due verità: Gesù, in quanto Dio, non manca di nulla; in quanto uomo, ha realmente conosciuto la fame, la sete e il bisogno delle cure materne. La sua umanità non era un’apparenza. Il Figlio eterno ha assunto una vera natura umana, rimanendo pienamente Dio. Pertanto, quando Maria nutriva Gesù, rispondeva a un bisogno autentico del suo Bambino: proprio questo rende ancora più commovente il Mistero. Colui dal quale ogni creatura riceve l’esistenza ha voluto ricevere dalla sua creatura il nutrimento necessario alla vita umana. È quanto custodisce la fede della Chiesa quando confessa che Cristo è vero Dio e vero uomo.
5.Sant’Agostino esprime questa meraviglia con parole bellissime: “Maria sorreggeva il nostro re, portava colui nel quale siamo, allattava colui che è il nostro pane” (Discorso 184, 3). In poche parole troviamo tutta la grandezza della maternità divina. Maria porta tra le braccia Colui che sostiene anche lei; offre il proprio latte a Colui che dona la vita al mondo. Possiamo allora immaginare con quale adorazione Ella accompagnasse i gesti più semplici della giornata. Nutrire il Bambino, vestirlo, accudirlo: tutto diventava un servizio reso a Dio, senza cessare di essere la tenerezza di una madre verso suo figlio. La familiarità non cancellava l’adorazione; l’adorazione rendeva ancora più profonda la familiarità.
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri

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