Gli effetti del dono della Fortezza sono almeno cinque.
- Primo: La Fortezza dona all’anima una grande energia per la pratica della virtù. Così scrive il padre Maynard: “Gli effetti del dono della fortezza sono interiori ed esteriori. All’interno vi è un vasto campo aperto a tutte le generosità, a tutti i sacrifici che giungono fino all’eroismo; vi sono lotte incessanti, ma vittoriose, contro le sollecitazioni di satana, contro l’amore e la ricerca di se stesso, contro l’impazienza. All’esterno si realizzano splendidi trionfi, riportati dallo Spirito Santo contro l’errore e il vizio. Anche il nostro povero corpo partecipa agli effetti della fortezza divina e, sotto l’azione di questa grazia, si porta con ardore alle pratiche di mortificazione, o soffre, senza venir meno, i più crudeli dolori. Il dono della fortezza quindi è veramente il principio e la sorgente delle grandi cose intraprese o sofferte per Dio.” (P.Maynard, Trattato della vita interiore, I, n.192, cit. in Antonio Royo Marin, Teologia della perfezione cristiana, n.333)
- Secondo: La Fortezza elimina la tiepidezza nel servizio di Dio. Il padre Royo Marin dice chiaramente: “La tiepidezza è la vera tubercolosi che paralizza tante anime nella via della perfezione. Essa è dovuta quasi sempre alla mancanza di energia e di fortezza nella pratica della virtù.” (Teologia della perfezione cristiana, n.333).
- Terzo: La Fortezza rende l’anima coraggiosa dinanzi a tutti i pericoli. Qui l’esempio più facile da farsi è quello degli Apostoli. Questi, da codardi durante la Passione e dopo la morte di Gesù, divennero coraggiosissimi dopo la Pentecoste.
- Quarto: La Fortezza fa sopportare i più grandi dolori con gioia. I santi spesso non si limitano a rassegnarsi al dolore, bensì lo cercano. E’ ciò che si definisce anche “pazzia della croce”. Basti pensare alle loro volontarie penitenze e mortificazioni, alla loro pazienza eroica nell’affrontare malattie e dolori. Santa Teresina disse: “Sono giunta a non poter più soffrire, perché ogni sofferenza mi è dolce.” (Storia di un’anima, 12, 500).
- Quinto: La Fortezza dona all’anima l’eroismo per compiere anche le “piccole cose”. Padre Royo Marin dice chiaramente che si ha bisogno di una eguale fortezza tanto per affrontare il martirio di sangue quanto per affrontare il “lento martirio” dell’adempimento perfetto -e sempre con il sorriso sulle labbra- dell’oscuro e ripetitivo dovere quotidiano.
Dio è Verità, Bontà e bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri
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