Perché la Cristianità è altra cosa dall’Europa tecnocratica, liberale e socializzatrice?

Il cattolico deve scegliere, non può restare nel vago e in un’ignavia colpevole. Deve scegliere tra l’ideale dello spirito e l’ideale dell’economia tecnocratica. Altra possibilità non c’è. E’ questa l’alternativa di fondo ed ineludibile.

Leggiamo questo bel passaggio di Francisco Elias de Tejada (1917-1978) tratto da Le radici della modernità:

La Cristianità si distingue dall’Europa tecnocratica, liberale e socializzatrice perché esiste una barriera stabilita da Nostro Signore Gesù Cristo, se vogliamo dare credito a ciò che dice San Luca (12,22-34): Poi disse ai suoi discepoli: «Perciò vi dico: Non siate in ansia per la vostra vita di che mangerete, né per il vostro corpo di che vi vestirete. La vita vale più del nutrimento e il corpo più del vestito. Osservate i corvi, essi non seminano e non mietono, non hanno dispensa né granaio, eppure Dio li nutre; ebbene, voi valete molto più degli uccelli. E chi di voi può con la sua ansietà aggiungere alla sua statura un sol cubito? Se dunque non potete far neppure ciò che è minimo, perché siete in ansia per il resto? Osservate come crescono i gigli: essi non lavorano e non filano; eppure io vi dico che Salomone stesso, in tutta la sua gloria, non fu vestito come uno di loro. Ora se Dio riveste così l’erba che oggi è nel campo e domani è gettata nel forno, quanto maggiormente rivestirà voi, o gente di poca fede? Inoltre non cercate che cosa mangerete o che cosa berrete, e non ne state in ansia, perché le genti del mondo cercano tutte queste cose, ma il Padre vostro sa che voi ne avete bisogno. Cercate piuttosto il regno di Dio, e tutte queste cose vi saranno sopraggiunte. Non temere, o piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto di darvi il regno. Vendete i vostri beni e dateli in elemosina; fatevi delle borse che non invecchiano, un tesoro inesauribile nei cieli, dove il ladro non giunge e la tignola non rode. Poiché dov’è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore». La scelta rimane aperta anche ai cattolici nostri contemporanei, scelta ineludibile non importa quanto cattolici o quanto postconciliari possano essere: o lo spirito della Cristianità o lo spirito dell’Europa. Ciò che non è possibile è tentare di conciliarli, perché ben chiaro che non è possibile servire due padroni. O la Fede o l’economia. O Cristo o il miscuglio di Montesquieu, Rousseau e Marx. O il ritorno della Cristianità o la fabbricazione tecnica dell’Europa. Non servono vie di mezzo, né la scusa che le circostanze sono cambiate. Perché le parole di Cristo sono eterne: “Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno” (Matteo 24,35).


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