1.Un fine buono non può mai giustificare mezzi negativi. L’atto morale è formato dal fine, dall’intenzione e dalle circostanze. Ma tutto deve essere coerente al bene.
2.Il fine può giustificare mezzi che sono di per sé indifferenti sul piano morale, ma mai dei mezzi moralmente illeciti.
3.Joseph Mausbach nel suo Teologia Morale scrive: “(…) ciò che è cattivo rispetto all’oggetto (…) rimane cattivo, anche quando le circostanze e il fine sono buoni” (Edizioni Paoline, Alba, 1957, pp.311-312).
4.San Paolo condanna in Romani 3,8 il principio: “Facciamo il male perché nascano i beni”.
5.Sant’Agostino scrive in Contra mendacium, al numero 18: “Quello che evidentemente sono peccati non possono commettersi per nessun miraggio di causa buona, per nessun fine quasi buono, per nessuna intenzione quasi buona”.
6.Dice san Tommaso: “Quelle azioni che di per sé sono cattive per nessun fine buono si possono compiere” (Summa Theologiae, I-II, q.88, a.6, ad 3).
7.Perseguire, dunque, un male minore non è mai lecito, ciò perché il male non può mai essere compiuto. Un esempio che si può fare è quello del cosiddetto aborto terapeutico: uccidere il bambino nel grembo materno per evitare complicazioni nella gravidanza. Ebbene, ciò non è mai lecito.
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri

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