SOSTA: Secondo la Verità Cattolica che giudizio dare al pensiero di Ortega y Gasset?

1.José Ortega y Gasset nacque a Madrid nel 1883 e morì, sempre a Madrid, nel 1955. E’ stato uno dei maggiori filosofi spagnoli del XX secolo. Studiò in Spagna e in Germania, dove entrò in contatto soprattutto con il neokantismo. Fu professore di Metafisica all’Università di Madrid, giornalista e intellettuale molto attivo nella vita culturale e politica spagnola. Durante la guerra civile lasciò la Spagna, per poi tornarvi negli ultimi anni della sua vita.

2.Le sue opere più importanti sono: Meditazioni del Chisciotte (1914) – Il tema del nostro tempo (1923) – La ribellione delle masse (1930) – Storia come sistema (1935) – L’uomo e la gente (pubblicato postumo).

3.Gasset (abbreviamo per comodità) pone al centro della sua filosofia la vita concreta dell’uomo. Famosa è la sua espressione: Io sono io e la mia circostanza. Ciò vuol dire che l’individuo non può essere compreso isolatamente, in quanto questi vive sempre dentro determinate condizioni storiche, sociali e culturali, che addirittura lo definiscono: “Io sono la mia circostanza”.

4.La convinzione di Gasset è stata definita come razio-vitalismo, in quanto c’è un superamento del razionalismo, ma anche del vitalismo irrazionalistico. La ragione -per Gasset- è importante, ma deve partire dalla vita per poi poterla adeguatamente utilizzare.  Egli dice che la ragione deve essere tanto vitale quanto storica. Vitale, perché deve partire dalla vita; storica, perché inevitabilmente si deve esprimere nella storia.

5.Da qui il suo prospettivismo. Ogni uomo conosce la realtà da una determinata prospettiva. Insomma, nessun individuo può possedere da solo tutti i punti di vista della realtà.

6.Partendo da queste fondamentali convinzioni, Gasset arriva ad affermare che gli uomini non sono uguali.

  • Vi è l’uomo-massa, cioè colui che si accontenta di essere come tutti gli altri e si limita a passivamente accogliere tutto ciò che gli offre la società.
  • Ma ci sono anche le minoranze esigenti, cioè coloro che sanno imporre a se stessi disciplina, responsabilità e perfezionamento.

7.Quest’ultimo punto, cioè la critica dell’uomo-massa, è certamente un argomento interessante che fondamentalmente si può condividere. Ma il resto desta molti problemi. Vediamo quali sono gli errori nel pensiero di Gasset.

  • Primo errore: annullamento dell’essenza dell’uomo. In Gasset la circostanza storica assume un peso tale da far passare in secondo piano la natura stabile (essenza) dell’uomo. Bisogna tenere conto, invece, che la Storia può sì modificare le condizioni dell’esistere umano, ma non la natura essenziale dell’uomo.
  • Secondo errore: il prospettivismo. E’ vero che il nostro intelletto è limitato e finito e che non si può conoscere tutto, ma ciò non può causare una relativizzazione della verità. La conoscenza può sì essere in un certo qual modo prospettica nel soggetto, ma la realtà rimane sempre oggettiva.
  • Terzo errore: la vita giudica l’essere. Gasset tende a partire dalla vita per comprendere l’essere, invece è la vita che deve essere compresa dall’essere. Insomma, un conto è dire che l’uomo è…dentro una circostanza, altro è affermare che l’ uomo…è la sua circostanza.

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