Da Briciole di pane di Attilio Borzi
Tutte le volte che si agisce d’impeto, sia pure con retta intenzione e per un fine buono, non tarda a venire il dispiacere dell’azione seguita sotto questa spinta. Quale il motivo? L’azione compiuta in tal modo elude il controllo della retta ragione che è possibile avere con un atto di riflessione, anche se rapido. E’ ovvio che, agendo d’impeto, può essere vanificato in parte o in tutto il fine che l’azione si propone, a causa di parole, comportamenti, atteggiamenti, i quali provocano disgusto, reazione e indisposizione. Cosa dobbiamo fare quando siamo sollecitati ad agire d’impeto? Mantenere la calma, riflettere, per evitare un comportamento non corretto, passare all’azione con dolcezza. Se è necessario si può usare anche un modo forte, ma sempre vestito di dolcezza, che non va confusa con la debolezza. Questa condotta non solo si rivelerà efficace, ma non guasterà la serenità di colui che agisce, né recherà turbamento a colui, al quale è diretta l’azione. Seguendo tali indicazioni, saremo davvero padroni di noi stessi e incideremo positivamente sul prossimo. Qualora ci accadesse di ricadere nel difetto di agire d’impeto, non scoraggiamoci, ma umiliamoci, pentiamoci e, con rinnovata buona volontà, ricominciamo da capo, sempre fiduciosi in Dio e nell’aiuto della Sua e nostra santissima Madre.
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri

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