1.La vita dei Santi spesso è caratterizzata da imprese davvero eroiche. Pensiamo a tutti quei santi che hanno praticato grandi penitenze. E’ vero anche che ci sono dei santi che hanno praticato “piccole vie”, pensiamo alla spiritualità di santa Teresina del Bambin Gesù. In entrambi i casi, però, ciò che ha accomunato questa duplice tipologia di santi è stata la completa, soggettiva, donazione a Dio con l’altrettanto completa conformazione alla Sua Volontà.
2.Va ricordato che per il raggiungimento della propria santità ciò che conta è soprattutto la disponibilità soggettiva ad amare Dio. Leggiamo cosa scrive padre Antonio Maria Di Monda nel suo La sfida della Santità (anno 1992, p.53-54): “(…) la disponibilità del bambino non è certamente la stessa dell’uomo maturo. Ma che importa? Quello che conta è che ci sia, nell’uno come nell’altro, la stessa ‘totalità’ di donazione. Chi imita perciò i santi, si dona, come essi, ‘totalmente’ al bene. Quello che conta, insomma, è il dato soggettivo più che quello oggettivo, che non dipende dalla nostra volontà. Qui la parabola evangelica dei talenti è preziosa indicazione. Il servo che, avendo ricevuto cinque talenti, è in condizioni, per il proprio diligente lavoro, di offrirne altri cinque al padrone, è lodato e premiato. Ma alla stessa maniera e con le stesse parole è lodato pure il servitore che, avendo ricevuto due talenti, ne ha presentati altri due. In effetti, Dio non esige da chi si è prefisso di imitare san Francesco, quello che ha saputo dargli tale santo. Gli chiede solo che, come lui, sia totalmente disponibile al bene. E lo sia proprio, tenuto conto dei talenti o grazie ricevute e delle circostanze, nelle quali si svolge il suo lavoro. A questo modo, senza dissolvere il prezioso valore dell’imitazione, si può effettivamente parlare d’irripetibilità di ogni esistenza. E cioè, ancora una volta, si ha, pur nell’unità degli indirizzi e dei valori e dei fini, la stupenda varietà dei santi. Unità e varietà che abbraccia tutta la storia e tutta la Chiesa, sicché il santo dei nostri tempi raggiunge, in linea ideale, quello dei secoli e degli ambienti più lontani. Così, per esemplificare ancora, l’uomo penitente di oggi, che non riuscisse a reggere fisicamente o non si sentisse attratto da certe esteriori e secondarie espressioni di ascesi dei tempi passati, ma che pur facesse l’impossibile per mortificarsi, tutte le volte e in tutto ciò che fosse necessario o opportuno, si porrebbe sulla stessa linea degli anacoreti del deserto o dei famosi Stiliti. Sulla stessa linea, diciamo, non per quanto viene effettivamente compiuto, quanto per l’amore e la donazione che, nell’uno e negli altri, sono pienissimi e portati al limite di tutte le proprie possibilità.”
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri
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