Perché nella vita cristiana si deve utilizzare l’ “agere contra”?

Per rispondere a questa domanda leggiamo da Il Settimanale di padre Pio, n.30, anno 2023


Dobbiamo imparare a non lasciarci trasportare dai nostri sentimenti passeggeri, che ci inducono ad un grande entusiasmo quando siamo ricchi di fervore, mentre ci rendono inermi quando sopraggiunge la prova, l’aridità, lasciandoci quindi sopraffare dallo scoraggiamento. E’ necessario reagire contro questa tendenza, se vogliamo garantire costanza e perseveranza al nostro cammino spirituale, nella “piccola via” che vuole condurci all’unione con Dio. Dunque, le nostre risoluzioni dobbiamo prenderle sempre con attenta e serena ponderazione, per mezzo della riflessione e della preghiera. Una delle condizioni essenziali della nostra via di unione con Dio è l’agere contra: agire contro i propri sentimenti volubili, contro la nostra incostanza. Prendere l’abitudine di fare atti risoluti di esercizio di virtù, nonostante le nostre sensazioni e percezioni naturali. Essere uomini razionali e non istintivi. Fare bene l’orazione, la meditazione soprattutto, in cui formulare propositi pratici ed efficaci, da mettere in pratica con risolutezza, con tenacia e costanza, costi quel che costi.  Vivere di volontà, dunque, significa vivere senza badare troppo ai sentimenti del momento. Ma significa anche -o di conseguenza- vivere di buona volontà, ossia della e nella volontà di Dio.


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