1.Spesso si fa passare san Francesco come un santo anticipatore della modernità, e perfino come una sorta di ecologista ed animalista ante-litteram. Niente di più falso. San Francesco non solo è autenticamente cattolico, ancorato totalmente all’integrità della Dottrina, ma è anche un santo tipicamente medioevale. Possiamo dire che egli è in un certo qual modo il santo medievale più tipicamente tale.
2.Ma veniamo a dare la risposta alla domanda del perché san Francesco scrisse il Cantico delle creature. Sarà proprio la risposta a questa domanda a farci capire come san Francesco sia stato davvero un santo tipicamente medioevale. Sono due i motivi che spiegano il perché del Cantico. Un motivo prossimo ed un motivo remoto. Il motivo prossimo è la lotta contro l’eresia catara. Il motivo remoto è la conferma della teologia naturale medioevale. Procediamo con ordine.
3.Motivo prossimo: lotta contro l’eresia catara. I catari costituivano al tempo del Santo un’eresia molto pericolosa. Pericolosa sul piano religioso, perché strappavano molte anime alla Chiesa; pericolosa sul piano sociale, perché i catari non solo predicavano la necessità di non mettere al mondo figli, ma periodicamente arrivavano anche a praticare rituali di suicidi collettivi. La spiegazione è perché secondo il catarismo ci sarebbe non un solo Dio, ma due. Un Dio buono, creatore di tutte le realtà spirituali; ed un Dio cattivo, creatore di tutte le realtà materiali. Per cui mettere al mondo figli voleva significare -secondo i catari- che il Dio cattivo potesse imprigionare in un corpo, da lui creato, un’anima, creata invece dal Dio buono. I catari, inoltre, demonizzavano la natura, in quanto materia. San Francesco scrive quindi il Cantico delle creature come una sorta di “manifesto” anti-cataro, facendo capire che la natura è -come afferma la Bibbia- “cosa buona“, perché creata dall’unico Dio che è amore. E inoltre, contemplando la natura, si può e si deve arrivare a scoprire il Dio vero e amarlo.
4.Motivo remoto: conferma della teologia naturale medievale. Nella filosofia cristiana vi era la convinzione -peraltro desunta anche dalla buona filosofia antica, vedi Aristotele- che dalla contemplazione della realtà, e quindi della natura, si potesse arrivare a Dio. E’ proprio la realtà naturale a fornire la possibilità di dimostrare razionalmente l’esistenza di Dio. Si pensi a riguardo alle future cinque vie che di lì a non molto formulerà san Tommaso. Il medioevale è insomma convinto che la natura sia una sorta di “libro” che va letto per poter scoprire continuamente la presenza di Dio.
5.Altro, dunque, che san Francesco ecologista, animalista…e anticipatore della modernità!
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri
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