SOSTA: Qual è la differenza tra il vizio della “pusillanimità” e quello della “mediocrità”?

Pusillanimità e mediocrità sono vizi molto simili, ma non identici.

La pusillanimità (che letteralmente significa “piccolezza d’animo”) consiste nel ritrarsi da un bene grande perché si ritiene di essere incapaci di poterlo realizzare. San Tommaso dice che il pusillanime “deficit a proportione suae potentiae“, cioè non realizza ciò che sarebbe comunque proporzionato alle proprie capacità (Summa Theologiae, II-II, q.133, a.1). Insomma, il pusillanime si considera di meno di ciò per cui Dio gli dato capacità e grazie attuali.

La mediocrità, invece, indica generalmente una condizione più ampia. Il mediocre si accontenta del minimo, non desidera progredire nella santità, preferisce vivere la vita cristiana tiepidamente, senza slancio.

A riguardo va fatta una precisazione importante: mediocrità non significa fare cose ordinarie. Un’anima può condurre una vita esteriormente modestissima ed essere tutt’altro che mediocre. Santa Teresa di Lisieux ne è un esempio evidente: piccole ed ordinarie azioni, ma grandissimo amore. Viceversa, un’anima può compiere opere esteriormente importanti ed eclatanti ma essere comunque spiritualmente mediocre, ove cercasse nel suo agire solo prestigio o approvazione.

Dunque, la pusillanimità può essere una delle cause o delle forme della mediocrità, ma questa (la mediocrità) può derivare anche da altre cause: tiepidezza, accidia, attaccamento alle comodità, mancanza di generosità, ecc…


Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri


Vuoi aiutarci a far conoscere quanto è bella la Verità Cattolica?

Be the first to comment on "SOSTA: Qual è la differenza tra il vizio della “pusillanimità” e quello della “mediocrità”?"

Leave a comment

Your email address will not be published.


*