SOSTA: Secondo la Verità Cattolica come giudicare il pensiero di Emanuele Severino?

1.Emanuele Severino (1929 – 2020) è stato uno dei maggiori filosofi italiani contemporanei. Allievo di Gustavo Bontadini all’Università Cattolica di Milano, sviluppò una posizione metafisica originale. Nel 1964, con l’articolo Ritornare a Parmenide, Severino portava alle estreme conseguenze la critica parmenidea del divenire. Le sue posizioni entrarono progressivamente in contrasto con la metafisica cristiana insegnata nell’Università Cattolica. Nel 1970 la Congregazione per la Dottrina della Fede dichiarò l’incompatibilità di alcune sue tesi con la dottrina cattolica. Lasciata l’Università Cattolica, insegnò filosofia teoretica all’Università Ca’ Foscari di Venezia.

2.La produzione di Severino è vastissima. Tra le opere fondamentali vanno ricordate: La struttura originaria (1958), Essenza del nichilismo (1972), Gli abitatori del tempo (1978), Destino della necessità (1980), La strada (1983), La tendenza fondamentale del nostro tempo (1988), Il giogo (1989), Oltre il linguaggio (1992), Tautótēs (1995). La Gloria (2001), Oltrepassare (2007)

3.Severino ritiene che bisogna ritornare a Parmenide e alla sua categorica affermazione: L’essere è, il non essere non è. Severino, infatti , è convinto che non si può affermare che l’essere possa divenire non-essere.

4.Dunque, Severino afferma che ogni ente è eterno. Non solo Dio, non solo l’anima e le realtà spirituali, ma tutto è eterno. Anche un albero, una casa, una pietra, una montagna sono eterni. Ciò perchè qualsiasi cosa che è non può divenire nulla.

5.Severino dunque riprende la concezione di Parmenide, ma afferma che tale concezione debba essere modificata introducendo i concetti apparire e scomparire. Ciò che chiamiamo nascita è l’entrata di un eterno nell’orizzonte dell’apparire e ciò che chiamiamo morte è l’uscire dall’orizzonte del’apparire.

6.Da qui la convinzione di Severino che il pensiero occidentale da Platone in avanti, e quindi anche la metafisica cristiana, sia divenuto un pensiero “nichilistico”, proprio perché si tratta di un pensiero che afferma che le cose possano divenire, cioè passare dall’essere al non-essere e viceversa.

7.Per Severino è inaccettabile la verità cristiana della creazione dal nulla (creatio ex nihilo). Se prima la creatura e il creato erano nulla -egli afferma- significa che vi sia potuto essere comunque una relazione tra essere e non-essere, ma questo sarebbe assurdo.

8.Allora per Severino Dio non esiste? In realtà egli non professava l’ateismo, piuttosto rifiutava l’idea di Dio creatore della tradizione giudaica-cristiana. Era convinto che nessuna volontà, nemmeno quella divina, potesse far passare qualcosa dal nulla all’essere, perché il nulla è sempre nulla e l’essere è sempre essere.

9.Ma è logico ciò che Severino dice di Dio? No, non è affatto logico, perché se Dio non è onnipotente, cos’è?

10.Secondo Severino, il “nichilismo” che animerebbe il pensiero da Platone in avanti che cosa avrebbe prodotto? La sua risposta è: l’essenza di una certa volontà di potenza “tecnologista” che caratterizzerebbe l’attuale Occidente. Egli afferma che il vero scopo della società tecnologica sarebbe l’incremento indefinito della capacità della tecnica stessa.

11.Allora per Severino cosa bisogna contrapporre al nichilismo? Egli dice che la risposta è il destino della verità o destino della necessità. Bisogna accettare che la realtà non possa mai essere diversa da come è.

12.In questo modo salta la libertà? In un certo senso sì. Se ogni ente è necessariamente ciò che è, anche l’idea tradizionale di libero arbitrio diventa problematica. Infatti, la libertà, intesa come possibilità che qualcosa accada o non accada, presupporebbe che un ente possa essere oppure non-essere. E così la struttura della realtà è dominata dalla necessità e non dalla contingenza.

13.Vediamo quali errori e quali contraddizioni sono evidenti nel pensiero di Severino.

  • Errore: Severino non capisce come si possa ammettere la finitudine e non l’eternità degli enti, perché non vuole accettare la distinzione tra essere per essenza ed essere per partecipazione. Ovvero, l’ente creato ha l’essere, ma non è l’essere in sé. Soltanto Dio è l’essere sussistente. Ogni realtà creata è essere contingente e ha l’essere solo per partecipazione.
  • Errore: Severino nega la realtà. Cosa infatti vuol significare la distinzione entrare nell’orizzonte dell’apparire e uscire dall’orizzonte dell’apparire, se non ritenere che il dato del reale sia del tutto secondario e illusorio?
  • Contraddizione: Severino nega il non-essere perché illogicamente si dovrebbe accettare la coesistenza di essere e non-essere. Dunque ritiene che ci sia una evidenza della logica che vada riconosciuta, ma poi l’evidenza della morte, quella no, può essere invece negata.

13.Concludendo, è interessante notare come Nietzsche e Severino arrivino di fatto allo stesso giudizio nei confronti della civiltà occidentale e della tecnica. Eppure i due fanno riferimento a filosofi antichi opposti: Eraclito, Nietzsche e Parmendide, Severino. Nietzsche di Eraclito esalta il divenire dei contrasti irrudicibili e caotici, Severino di Parmenide l’immutabilità e l’immobilità. Questo dimostra come la metafisica classica, che arriva a tutt’altra conclusione, attesti quanto sia un errore il ridurre tutto a divenire, ma anche il ridurre tutto a non-divenire.


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1 Comment on "SOSTA: Secondo la Verità Cattolica come giudicare il pensiero di Emanuele Severino?"

  1. Giovanni Di Guglielmo | 11 Agosto 2026 at 13:02 | Rispondi

    Secondo me il punto più interessante della filosofia di Severino è la sua affermazione che il nulla, il non-essere non può logicamente esistere. Tutto ciò può essere considerato vero, e apre la possibilità alla non divisione, tra realtà e Dio. E mi sto riferendo non al Panenteismo ma a quella nuova corrente filosofica e teologica che si chiama Panenteismo…

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