“Noia” (Walter Sickert)

L’OPERA

Noia, di Walter Sickert (1860-1942), coservato alla Tate Gallery di Londra


1.Il titolo è molto chiaro: Noia. E in questo dipinto la noia è evidente.  Un uomo è seduto fumando un sigaro. Una donna è alle sue spalle e fissa un quadro che chissà quante volte ha già fissato. Il tempo figura come una condanna: non passa. C’è un silenzio incombente. I personaggi fanno chiaramente capire che sono in un tedioso silenzio.

2.E poi ci sono gli sguardi. Quello dell’uomo è visibile ed è di suo significativo. Gli occhi sembrano persi nei ricordi. Forse sta pensando a qualcosa di piacevole che è volato via e che non può più ritornare. Quello della donna non è visibile, ma è facilmente immaginabile. Anch’esso è perso nei ricordi.

3.Ecco dunque due temi che si rendono protagonisti del dipinto: il tempo che non passa e la nostalgia. Quando si è vinti dalla convinzione che ciò che è passato non possa più tornare, che tutto si sia smarrito in un impietoso finire, allora non resta che il tedio. Il perché del nulla opprime. E non c’è sigaro né sguardo perso per l’ennesima volta su una pallida parete che possano bastare.

4.Altra cosa sarebbe, se ci fosse la certezza dell’Eterno.


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