Conosci la questione del “subsistit in”? Frase corretta o ambigua?

LUMEN GENTIUM. Costituzione dogmatica sulla Chiesa. Luce delle genti.

In questi giorni si discute -a ragione- del passaggio della Dichiarazione di fratellanza: “Il pluralismo e le diversità di  religione, di colore, di sesso, di razza e di lingua sono una sapiente volontà divina, con la quale Dio ha creato gli esseri umani. Questa Sapienza divina è l’origine da cui deriva il diritto alla libertà di credo e alla libertà di essere diversi”.

A questa frase anche noi abbiamo dedicato recentemente una sosta (clicca qui).

Ebbene, molti, per prendere le distanze da una simile affermazione, si appellano all’espressione di Lumen gentium (n.8): “La Chiesa di Cristo sussiste (subsistit in) nella Chiesa Cattolica”.

Però bisogna chiedersi: è opportuno appellarsi a questa espressione? O forse già questa espressione apre un varco alla situazione in cui siamo?

Procediamo con ordine.

Questa affermazione (“La Chiesa di Cristo sussiste (subsistit in) nella Chiesa Cattolica”) prevede che ci possano essere elementi (addirittura “numerosi” dice il documento Dominus Jesus al numero 16) di santificazione e di verità al di fuori della Chiesa Cattolica.

Sempre la Dominus Jesus afferma che tale sussistenza non possa compromettere il fatto che la pienezza della Chiesa di Cristo sia nella Chiesa Cattolica. Tant’è che si aggiunge che la presenza di questi elementi di santificazione si dovrebbero proprio alla Chiesa Cattolica.

Tale affermazione è però ambigua per tre motivi.

Primo motivo

Perché va a compromettere l’affermazione “Extra Ecclesiam nulla salus”. Affermazione  che è “definita”. Infatti Pio XII dice: “Ora tra le cose che la Chiesa ha sempre predicate e che non cesserà mai dall’insegnare, vi è pure questa infallibile dichiarazione che dice che non vi è salvezza fuori della Chiesa.” (Lettera al Sant’Officio, 8.11.1949). Questa affermazione prevede che nelle altre confessioni ci si possa salvare non grazie, bensì malgrado l’appartenenza ad esse.

Quello che poi sarà il Papa del Concilio, Giovanni XXIII,  così disse nell’Omelia nel giorno della sua incoronazione, il 4 novembre del 1958: “(…) gli uomini possono sicuramente raggiungere la salvezza, solamente quando sono a lui (Romano Pontefice) congiunti, poiché il Romano Pontefice è il Vicario di Cristo e rappresenta in terra la sua persona”.

Secondo motivo

Il Magistero ha sempre affermato la perfetta identificazione tra Chiesa Cattolica e Chiesa di Cristo. Per esempio San Pio X scrive nel suo Catechismo Maggiore: “Nessuna Chiesa, fuori della Cattolica-Romana può essere la Chiesa di Gesù Cristo e nemmeno parte di essa, (…).”

Terzo motivo

Gli alberi si devono giudicare dai frutti (Matteo 7). A causa di questa affermazione si è fatta strada la prassi di annullare pastoralmente le distinzioni tra Chiesa Cattolica e Sette protestanti (non a caso una volta venivano chiamate “sette”), fino ad affermare che il proselitismo nei confronti di altri cristiani sarebbe addirittura “peccato grave”. Basti ricordare ciò che papa Francesco disse alla giornalista Stefania Falasca su Avvenire del 17 novembre del 2016.

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