Il Catechismo di San Pio X commentato per voi (n.10)

(a cura di Pierfrancesco Nardini)

Dio può far tutto? Dio può far tutto ciò che vuole: Egli è l’Onnipotente

Anche questa virtù di Dio, come l’onniscienza, è l’effetto del suo essere perfettissimo.

Come per l’onniscienza, tra l’altro, anche in questo caso non è facile per la mente umana comprendere la completezza del significato di “può tutto”.

San Tommaso la spiega scrivendo che «siccome potenza si dice relativamente ai possibili, quando si dice che Dio può tutto non si può intendere meglio di così: che può tutto ciò che è possibile, e che per questo è detto onnipotente» (Summa Th, I, q. 25, a. 3).

I Vangeli ci portano gli esempi più utili per spiegare questo concetto: i miracoli.

Sono tantissimi quelli riportati nei versetti dei quattro Vangeli e sono tutte dimostrazioni insuperabili del significato di “può tutto”.

Dio può tutto, può comandare alle acque di placarsi, può guarire malati inguaribili, può camminare sulle acque, può trasfigurare, ecc…

E dunque anche l’onnipotenza di Dio, proprio perché insegnata dalla S. Scrittura[1], è verità da considerare rivelata.

È per questo che nella nostra professione di fede dichiariamo di credere in «Dio, Padre onnipotente».

Tutto questo non può essere fatto dall’uomo. L’uomo non può far tutto nel senso assoluto del termine.

Son tantissime le cose che l’uomo può fare o che può imparare a fare e con la crescita della tecnologia e delle scienze saranno sempre più. Questo è normale ed è anche una cosa buona, se mantenuta nel rispetto di quel che è la legge naturale.

Tutte queste cose che l’uomo può e sa fare, nonostante siano sempre in aumento, saranno sempre e comunque un numero infinitesimale rispetto al “tutto” che può fare Dio.

In più, l’onnipotenza di Dio, così come l’onniscienza, è qualcosa che è parte stessa di Dio. Dio non è onnipotente, non è onnisciente. Dio è l’onnipotenza e l’onniscienza.

San Tommaso d’Aquino scriveva che «in Dio si trova la potenza attiva, poiché egli è in atto. Ma il suo essere è infinito, in quanto non è limitato da un soggetto che lo riceve» (Summa Th., I, q. 25, a. 2). Questo evidenzia bene la differenza tra Dio e l’uomo.

Questi, se ha la capacità di far qualcosa in se stesso non l’ha però avuta da se stesso, ossia gli è stata data al momento della sua creazione (nascita) da Chi dà la vita, da Dio. Senza questo “dono” non potrebbe farla. Se, infatti, per poterla fare ha dovuto studiare o aumentare le proprie forze, a maggior ragione non è paragonabile a Dio che invece ha già ogni potere, potenza e capacità nel suo stesso essere, non ha dovuto aggiungere nulla a Se stesso.

In definitiva, quindi, si comprende come l’espressione “può tutto” indica la differenza come tra una cosa assoluta (Dio può veramente tutto, in modo assoluto) ed una relativa (l’uomo può fare tante cose, ma non tutte e ogni uomo può fare, per differenza di caratteristiche e disposizioni, cose diverse dagli altri).

Due sole cose Dio non può fare: l’assurdo e il male.

Del male parleremo nel commento al prossimo numero, delle cose assurde riportiamo, come spesso faremo anche per permettere la lettura di parti di questa opera, il commento di Padre Dragone.

«Ciò non significa che Dio possa fare anche le cose assurde. L’assurdo è impossibile in se stesso, perché contraddittorio nei termini. Un circolo non potrà mai essere quadrato, perché quadrato e circolo si escludono a vicenda. Non si può essere sani e ammalati, buoni e cattivi, vecchi e giovani nello stesso tempo» (commento al n. 10).

La contraddizione ripugna a Dio che, in quanto Essere perfettissimo, non può fare ciò che è oggettivamente imperfetto: non è quindi una Sua limitazione, un Suo non poter fare qualcosa, ma l’esplicazione della Sua perfezione assoluta.

San Tommaso d’Aquino la spiega così: a Dio «ripugna solo ciò che implica in sé l’essere e il non essere simultaneamente. Ciò, infatti, è fuori del dominio della divina onnipotenza: non per un difetto della potenza di Dio, ma perché non ha la natura di cosa fattibile o possibile. Così tutto ciò che non implica contraddizione è contenuto tra quei possibili rispetto ai quali Dio è detto onnipotente; tutto ciò che invece implica contraddizione non rientra sotto la divina onnipotenza, in quanto non può avere la natura di cosa possibile» (Summa Th., I, 1. 25, a. 3)

Questa caratteristica di Dio, oltre a fungere da deterrente al peccato (Dio può tutto, può quindi anche punire quando vuole), dovrebbe comportare l’assunzione di un atteggiamento di umiltà da parte dell’uomo nei confronti di Colui che tutto può.

Siamo spesso, invece, non solo umili ma quasi servili con chi ha qualche potere nel mondo (ma anche chi ha il potere più grande della terra è nulla rispetto all’onnipotenza divina), mentre sfidiamo Dio, che con un sol battito di ciglia potrebbe incenerire noi e tutta la terra, come se fossimo al duello dell’O.K. Corral.


[1] Dell’onnipotenza divina non si parla solo nei Vangeli, come in Lc 1, 37: «Nessuna parola è impossibile a Dio». Nel libro Genesi troviamo ad esempio la domanda «vi è forse qualcosa di difficile per Iddio?» (18, 14)


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