Tu che tipo di cattolico vuoi essere? Noi abbiamo già scelto… speriamo di riuscirci!

Offriamo una tipologia di “cattolici” da cui è nostra intenzione smarcarci. Alla fine indicheremo quella autentica, che ci sforzeremo (non sarà facile!) di seguire.

Il cattolico progressista

E’ colui che crede che la Rivelazione s’identifichi con la Storia, anzi afferma che la Storia è la Rivelazione.

Nulla è definito né definitivo. Ciò che contraddistingue la Chiesa non è l’appartenenza ad una verità metastorica, perenne ed immutabile, bensì ad un “popolo in cammino”.

Da qui la convinzione che la verità possa contraddirsi nel tempo, così come si contraddice la Storia.

Ma è un “cattolico” che di fatto taglia il ramo su cui è seduto: se la Chiesa poteva sbagliare in passato, perché dovrebbe avere ragione adesso?

Il cattolico tradizionalista

Crede che la Tradizione sia tutto.

Considera la Tradizione non solo come fonte remota (il che è giusto), ma anche come fonte prossima della Rivelazione, mettendola, di fatto, al posto del Magistero.

Non è raro che in nome del suo tradizionalismo si lasci andare ad un linguaggio irriverente nei confronti delle legittime autorità della Chiesa, cadendo in una palese contraddizione perché è ugualmente tradizione avere rispetto per le legittime autorità

Il cattolico tradizionalista estetizzante

E’ colui che ama la Tradizione per un motivo puramente “estetico”.

Afferma, per esempio, la bellezza della Liturgia Tradizionale, non perché questa sia rispondente alla Verità Cattolica, quanto perché è più bella, confondendo pertanto l’effetto con la causa.

Il tradizionalista cattolico

E’ colui che crede nel valore strumentale del cattolicesimo.

Questo, il cattolicesimo, deve servire solo come mezzo per coltivare le proprie affezioni passatiste e tradizionaliste.

Il tradizionalista cattolico di fatto trasforma la fede in una “ideologia”.

Il cattolico normalista

Il suo motto è: “Va tutto bene, madama la marchesa!”  Guarda l’albero, ma non i frutti. Se i frutti sono amari o bacati dal verme, dice che sono ugualmente buoni. Cerca di convincersene. Li mangia e dice a se stesso: sembrano brutti, ma sono buoni!

Fuor di metafora: per il cattolico normalista la crisi della Chiesa è solo un’illusoria impressione.

Il cattolico “benedettiano”

E’ il cattolico che ha recentemente scoperto il “complottismo”. Per lui le dimissioni di papa Benedetto XVI sarebbero stata una farsa. Questi sarebbe stato costretto a dimettersi e quindi rimane Lui il vero Papa.

E’ un cattolico che ingenuamente non coglie la contraddizione: con questi argomenti non difende papa Benedetto XVI, bensì lo svaluta. Se Benedetto XVI fosse stato costretto a dimettersi, perché non ha resistito usque ad mortem com’era suo dovere?

Il cattolico fallibilista

E’ colui che crede che il Papa sia una sorta di optional: c’è o non c’è, è la stessa cosa.

Da qui il suo livellamento democraticista: ciò che conta è la base dei fedeli, la “Chiesa siamo noi!”. L’autorità è bene che non esista in quanto errato retaggio del passato.

E’, insomma, il cattolico alla Jesus Christ Superstar: figuriamoci se un Gesù anarcoide e proto-rivoluzionario avrebbe pensato ad un capo per la Chiesa!

Il cattolico infallibilista

E’ colui che crede che il Papa non possa dire mai cose sbagliate.

Da qui la possibilità di due derive diametralmente opposte: l’acritica accettazione o il sedevacantismo.

L’acritica accettazione: tutto ciò che dice il Papa va accettato sempre e comunque.

Il sedevacantismo: dal momento che il Papa non può mai sbagliare, eventualmente dovesse affermare cose errate, vuol dire che il Papa non c’è.

Il cattolico conservatore “ratzingheriano”

E’ il cattolico “ammalato di “ermenutica”, precisamente di “ermeneutica della continuità”.

Parte da un presupposto giusto: la verità non può contraddirsi, dunque non possono contraddirsi nemmeno gli insegnamenti magisteriali.Ma quando poi dovessero individuarsi delle contraddizioni, fa sforzi da “ernia mentale” pur di far quadrare il cerchio e scorgere continuità anche dove l’evidenza dimostra il contrario.

Il cattolico conservatore “ratzingheriano” ribelle

E’ il cattolico che non ha paura di parlare. Vuole denunciare la crisi della chiesa, ma pretende di salvare -anzi enfatizza!- teologi e correnti teologiche che sono state cause della crisi stessa.

Insomma, pensa ingenuamente che la crisi sia iniziata solo negli ultimi quattro anni.

Il cattolico per cui “Dio non è cattolico”

E’ il cattolico che crede che Dio sia al di sopra del cattolicesimo stesso.

Tutto sommato è convinto che l’essere cattolico abbia solo un valore contestuale e transitorio, riducendolo a pura etichetta.

Ma non si accorge di una palese contraddizione: Se Dio non è cattolico, perché allora gli uomini dovrebbero esserlo?

Il cattolico moderato

Crede che bisogni evitare sempre e comunque le radicalizzazioni. Finisce con l’essere radicale nel non essere mai radicale.

Non ricerca l’equilibrio, ma il compromesso, che è un’altra cosa. L’equilibrio è la constatazione di ciò che è l’essenza della Verità, è la via di mezzo tra due beni. Il compromesso è cercare un punto intermedio tra il bene e il male. Per cui se la scelta è tra uccidere dieci persone o una, il cattolico moderato –paradossalmente- ne uccide cinque!

Il cattolico moderato di temperamento o di interesse

Può capitare che il cattolico moderato non sia mosso dal “dogma” della moderazione, quanto da meri elementi temperamentali o utilitaristici che lo portano a non prendere decisioni coraggiose e posizioni precise.

Il cattolico autoreferenziale

Il suo credo è trasversale. Va dove ti porta …non la fede, ma l’interesse.

Se si toccano i prìncipi, la Verità, si può discutere e negoziare; ma se si tocca la propria dignità, no.

E’ giusto che si combatta, che si rivendichi, che si reagisca quando entrano in gioco le cose che si fanno: Perché a quel dibattito è stato invitato lui e non io? Perché mi hanno dato questa parrocchia, quando meritavo altro? Perché si è parlato di quel libro, e non del mio?…

Il cattolico archeologista

E’ colui che crede che la Chiesa vera sia quella delle origini e non quella che la Tradizione ha costruito e ha abbellito nei secoli.

Per lui è necessario alla purezza delle origini. Anche se poi si guarda bene a rispolverare per sé il durissimo stile penitenziario che si praticava e si imponeva in quei tempi.

Rimpiange l’epoca pre-costantiniana e perfino le persecuzioni.

Non manca di pensare che tutto sommato il Cristianesimo sia una sorta di appendice dell’Ebraismo, fino ad arrivare alla convinzione che il Cattolicesimo così come è, sarebbe una sorta di “invenzione” di san Paolo.

Il cattolico obbedientista

E’ colui che crede che essere cattolico voglia dire obbedire sempre e comunque. Non solo alle leggi disciplinari, come è giusto che sia, ma su tutto. Per cui se dovesse venire un ordine confliggente con la Legge Divina (esempio: Comunione ai divorziati risposati), obbedisce.

Il suo argomento è che i Santi hanno sempre obbedito. Giusto. ma sulle cose disciplinari o quando veniva toccata la propria persona. San Pio da Pietrelcina impedì ad alcuni suoi figli spirituali di andare a protestare dal Papa per avergli inflitto provvedimenti disciplinari restrittivi. Ma i Santi non hanno mai agito in tal modo su ciò che toccasse la legge Divina. Sant’Atanasio continuò a predicare e a resistere come Dio voleva che continuasse.

Il cattolico disobbedientista

Tutto ciò che dice papa Caio o monsignor Tizio è da criticare e obliare.

Se per esempio papa Caio dice delle cose giuste e parla da Pietro, proprio perché le ha dette lui o monsignor Tizio, che non vanno a genio, non bisogna dirlo o farlo sapere.

Il cattolico disobbedientista cade pertanto in una sorta di paranoia: se papa Caio dice qualcosa di errato, apriti cielo! Se dice qualcosa di giusto, apriti cielo! ugualmente, perché l’avrà detto per chissà quali fini…

Il Cattolico della Tradizione o semplicemente: il Cattolico

Il Cattolico della Tradizione si definisce così perché non crede né nella Chiesa del passato né nella Chiesa del presente, o del futuro, ma nella Chiesa di sempre. Crede che Cristo sia sempre lo stesso, ieri, oggi, sempre!

Il Cattolico della Tradizione crede in ciò che la Chiesa ha sempre affermato. Si rimette alla regola di San Vincenzo da Lerino (V secolo): cioè si rimette a ciò che è stato creduto dappertutto, sempre e da tutti. E se c’è una novità eretica che tenta di contaminare l’intera Chiesa sceglie (come dice sempre san Vincenzo da Lerino) tra, l’antico e il nuovo, l’antico (cioè ciò che è stato già definito) e che non può essere alterato da nessuna nuova menzogna.

Il Cattolico della Tradizione non riduce la fede ad ideologia. Perché afferma che Dio è tutto e che la vocazione primaria di ognuno è rendere gloria a Dio, non alle proprie idee o a propri gusti.

Il Cattolico della Tradizione ricerca l’equilibrio e non il compromesso. L’equilibrio tra ciò che è bene, mai il compromesso tra il bene e il male.

Il Cattolico della Tradizione è moderato nella difesa di se stesso e nelle difesa delle sue cose, ma è radicale nella difesa dei prìncipi.

Il Cattolico della Tradizione si rivolge con il rispetto dovuto alle legittime autorità della Chiesa. Non negando, qualora fosse necessario, un richiamo pubblico -ma rispettoso- quando possa essere messa in pericolo la fede e la salvezza di molti.

Il Cattolico della Tradizione ubbidisce nelle leggi disciplinari, ma con dolore e decisione rivendica il dovere di “disobbedire” se le direttive che riceve andassero a compromettere la Legge di Dio, perché convinto che bisogna ubbidire prima a Dio e poi agli uomini.

Il Cattolico della Tradizione segue la Liturgia Tradizionale non perché più bella, ma perché pienamente rispondente alla Verità Cattolica. Ne sottolinea sì la bellezza, ma come effetto e non causa della sua cattolicità.

Il Cattolico della Tradizione afferma la Verità sempre e comunque, indipendentemente dal giudizio del Mondo.

Il Cattolico della Tradizione si fa guidare dalla Madre Celeste, tenendosi stretto a Lei per trovare la forza necessaria e seguire il sentiero giusto!

Il Cammino dei Tre Sentieri ha fatto la sua scelta.

Vuole appartenere a quest’ultima categoria di cattolici, che poi sono i veri cattolici.

Ma non basta scegliere una volta per tutte. Occorre pregare quotidianamente per esserlo sempre. Il pericolo di rientrare negli altri “modelli” è sempre in agguato. Per tutti: noi compresi!

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri

 

 

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2 Comments on "Tu che tipo di cattolico vuoi essere? Noi abbiamo già scelto… speriamo di riuscirci!"

  1. Facile oggi riuscire a definirsi “cattolico di Tradizione”… ma ricordiamo che se dietro non vi è e non vi fu stata una forte Resistenza a fondare pilastri solidi cinquantennali già dopo il CV2, a verificare anche la fondatezza e serietà di certe affermazioni e posizioni di Autorità Ecclesiali, noi oggi eravamo tutti: o in gravissima confusione, avendo anche dimenticato la messa Tridentina, o “normalisti modernisti” pur di non perdere una esigua fede di sopravvivenza.

    • Gent.ma amica, forse la sua lettura sarà stata un po’ frettolosa, oppure (cosa più probabile) noi non siamo stati molto chiari, ma ciò che noi indichiamo come “Cattolici della Tradizione” coincide proprio con coloro che hanno avuto il merito di “resistere”. Il riferimento che abbiamo fatto all’obbedienza nella disciplina, ma al dovere della “disobbedienza” per quanto riguarda la Legge Divina allude proprio a costoro.

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