Carl Spitzweg (1808-1885), Il topo di biblioteca (1850)
1.Cos’è un’illusione? E’ quando si crede che il proprio pensiero, il proprio desiderio, la propria ambizione, abbiano la possibilità non solo di realizzarsi, ma anche di costituire una soluzione per il vivere.
2.Molto spesso l’illusione si organizza e si esprime in una ricerca. Da qui la sua “naturalità”, cioè la sua spontaneità, perché l’uomo per sua natura è fatto per ricercare e incontrare.
3.Ma c’è ricerca e ricerca. C’è incontro e incontro. Si può cercare la soluzione nel basso e si può cercare d’incontrare qualcosa d’importante negli altri. Ma poi si rimane delusi; e l’illusione naufraga.
4.L’uomo qui rappresentato è un accanito e avido lettore. E’ tutto preso da ciò che sta leggendo. E non gli basta leggere, ha voluto afferrare. Malgrado sia in un equilibrio precario, riesce a tenere con l’intero suo corpo ben quattro grossi libri. Non se li vuole far scappare.
5.Ma come sta leggendo? Grazie alla luce. Una forte luce, infatti, sta illuminando lo scritto e gli scaffali che gli sono dinanzi. Quegli scaffali che quell’uomo illusoriamente crede possano essere il suo unico spazio e il suo unico destino.
6.E se invece fosse proprio quella luce il suo vero spazio e il suo vero destino? E se invece di ricercare nella terra, il suo dovere fosse ricercare più in alto?
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri
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